l tessile in Italia rappresenta uno dei comparti industriali con maggior impatto economico, occupazionale e di prestigio internazionale. Poli industriali quali Prato, Biella, Carpi, Como, ed altri ancora, rappresentano una eccellenza italiana riconosciuta nel mondo.
Insieme però alla bellezza ed alla qualità dei tessuti, il tessile presenta anche alcune criticità che hanno un impatto significativo sull’ambiente. Riconoscere, diffondere e premiare gli sforzi per condurre alla sostenibilità tale comparto, rappresenta un impegno, in parte inesplorato, per un giornalismo attento e qualificato.
PROPOSTA E FINALITÀ.
Greenaccord, d’intesa con Confindustria Toscana Nord, Comune e Diocesi di Prato, Confartigianato, AISEC (Associazione Italiana per lo Sviluppo dell’Economia Circolare) e Nexum Consulting, propone un Forum di formazione e riflessione per giornalisti finalizzato ad una approfondita analisi dell’importanza dell’industria tessile in Italia e della necessità che tale produzione diventi sempre più sostenibile e attenta all’ambiente affinché possa diventare esemplare, anche attraverso l’apporto dell’informazione e della comunicazione, al fine di far crescere la coscienza della necessità di un’azione più incisiva sui temi della sostenibilità ambientale.
Per poter avere più consapevolezza tra i professionisti della comunicazione, Greenaccord attraverso questa iniziativa intende porre l’attenzione sulla necessità di una produzione, che in sé racchiude tutti i canoni della bellezza, sempre più attenta all’ambiente e alla persona.
L’aver scelto Prato come location del Forum intende riconoscere e premiare la storia del cardato pratese che consiste in tessuto che viene cardato e rigenerato a Prato mediante la trasformazione di vecchi abiti e scampoli in filati pregiati: si tratta di una pratica di vera economia circolare risalente da generazioni ai cosiddetti “cenciaioli”.
PROGRAMMA.
Il programma è articolato in tre sessioni di lavoro in due giorni. La prima sessione è dedicata al Distretto tessile pratese, alla sua storia e tradizione, all’innovazione e alla problematicità che lo caratterizzano e, infine, allo storico cardato pratese antesignano della sostenibilità.
La seconda sessione è dedicata all’analisi del fast fashion che crea bellezza ma lascia anche scorie: scarti e discariche, coloranti e inquinamento di corsi d’acqua, forte necessità di fibre naturali, utilizzo della chimica e le ripercussioni sul sociale e i diritti umani dei lavoratori.
A chiudere la sessione dedicata al fast fashion come bellezza che affascina e che rappresenta il futuro: dalla bellezza del vestire alla creatività della moda, dal ricorso al second hand come scelta e beneficio ambientale, fino alla efficienza energetica che deve accompagnare i processi della filiera produttiva.
Chiude il Forum l’assegnazione del Premio “Sentinella del Creato” a quattro giornalisti – selezionati da UCSI, FISC, Dicastero vaticano per la Comunicazione e Greenaccord – e ad alcune personalità del mondo della moda, della cultura, dell’arte e della imprenditoria che si sono distinte per la loro sensibilità ambientale.