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Trent’anni di impegno dei gesuiti per il creatoTrent’anni di impegno dei gesuiti per il creato

Fonte: La Stampa

http://vaticaninsider.lastampa.it/recensioni/dettaglio-articolo/articolo/gesuiti-bergoglio-27313/

L’ultimo numero della rivista Promotio Justitiae aiuta a comprendere il pensiero di papa Bergoglio

MARIA TERESA PONTARA PEDERIVA
ROMA

Alla vigilia della Giornata della custodia del creato, che si celebrerà il prossimo 1° settembre, si preannuncia di straordinaria attualità la scelta della Rivista dei gesuiti, Promotio Justitiae, di dedicare l’intero numero al tema dell’ambiente (n. 111/2013). “A spirituality that reconciles us with creation” (Una spiritualità che ci riconcilia con la creazione) è un’antologia di interventi coordinati dal Segretariato per la Giustizia sociale e l’Ecologia (SJES) della Curia generalizia dei gesuiti a Roma e rappresenta un ulteriore tassello di quell’impegno coraggioso che la Compagnia di Gesù ha assunto fin dalla 33° Congregazione generale del 1983  che aveva portato alla costituzione di una Task Force  specifica, alla pubblicazione nell’aprile 1999 della Lettera “Noi viviamo in un mondo frantumato” a firma dell’allora generale Peter-Hans Kolvenbach, e quindi all’elaborazione nel 2011 di un documento, ormai una pietra miliare per l’Ordine, “Ricomporre un mondo frantumato”.

“Gettare uno sguardo di gratitudine sulla creazione, lasciando che il nostro cuore sia toccato dalla sua realtà lacerata e sollecitando un forte impegno personale e comunitario per una sua guarigione”.

Il discorso di oggi prende le mosse dal tema del documento finale dell’ultima Conferenza delle Nazioni Unite a Rio de Janeiro – passata alla storia come Rio+20 – “The future we want”, ma “il futuro che vogliamo, scrive Xavier Savarimuthu, docente a Calcutta, richiede appunto una “riconciliazione con il creato”.
Come attuarla è spiegato negli interventi successivi, ma, in estrema sintesi si tratta di mettere al primo posto il punto di vista del Creatore: anteporre cioè il dono della creazione, offerta a tutta l’umanità, rispetto agli interessi di pochi, come abbiamo fatto lungo la storia e, in maniera sempre più massiccia, negli ultimi secoli industriali e post-industriali.
Esiste una forte tentazione ad ignorare le tematiche ambientali, da parte di una buona fetta di cattolici, è la tesi degli Autori, e non ci si rende conto che si tratta invece di una sfida che dobbiamo affrontare senza ritardi od omissioni. “Ignorare la giustizia ambientale e sociale è come rifugiarsi in una spiritualità che finisce per isolarci dal mondo reale”, scrive Josè Alejandro Aguilar che lavora a Nariño, in Colombia nel Progetto Suyusama sulla sostenibilità ambientale ed è stato membro della Task Force della Curia. Ogni scetticismo o indifferenza nei confronti di questi problemi finisce per restringere il nostro cuore che diventa così incapace di connettersi alla sofferenza del mondo, al dolore degli altri, alle ferite di un mondo lacerato.
Perché è proprio l’interazione tra fede e giustizia – tema dell’intervento di Frem Xalxo, docente di teologia morale alla Gregoriana – uno degli snodi oggi fondamentali per maturare una solida coscienza sulla necessità della custodia del creato abbandonando ogni sorta di atteggiamento “ostile” (inteso come aggressione e depredamento) per giungere al rispetto, segno di un amore di riconoscenza verso il Creatore, e alla necessità di una promozione della giustizia, perché la terra e le sue risorse sono per tutta l’umanità, nessuno escluso. “Il Dio delle Sacre Scritture è il Dio dell’amore, della misericordia, della compassione e della giustizia. Egli è la fonte e la misura della misericordia, dell’amore e della giustizia”.
Quanto queste espressioni richiamino – se vogliamo, si possano sovrapporre – alle parole cui ci ha abituato papa Francesco, fin dalla prima omelia del suo pontificato, è la prova di quanto queste tematiche affondino le loro radici nella spiritualità che la Compagnia di Gesù sta affrontando da tempo, come illustra anche José de Garcia de Castro, docente a Madrid nello stesso numero.
Un numero tutto da leggere per conoscere meglio, anche da questa angolazione, il pensiero di papa Bergoglio: andare con amore verso quel mondo che ci chiama e che ha già ricevuto l’amore di Dio. Che poi è la “scelta religiosa” (o, in altri termini, la “base spirituale”) dell’impegno ecologico di ogni credente chiamato ad alleviare le sofferenze della terra e di tutti i suoi abitanti.

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