Quei rifiuti che tendono allo zero… Al Forum Greenaccord, le esperienze di chi li gestisce bene

Quei rifiuti che tendono allo zero…

Al Forum Greenaccord, le esperienze di chi li gestisce bene

Non solo Bergoglio e De Magistris, al Forum internazionale per la Salvaguardia della Natura che oggi si conclude a Castel dell’Ovo. Nella sessione della mattina sono stati presentati vari casi virtuosi che dimostrano la possibilità concreta di aprire un circolo positivo. Fatto di riduzione, riuso, compostaggio e riciclo.

Napoli, 9 Novembre 2013 – Muoversi verso la logica “rifiuti zero”: dimensione non per i soli addetti ai lavori ma per tutti i cittadini e frontiera essenziale per consegnare ai nostri figli, ai nostri nipoti, un accesso a possibilità che siano almeno paragonabili rispetto a quelle avute da noi. Un concetto usato da Walter Ganapini per introdurre una sessione, quella di sabato mattina, dedicata a un non sempre facile confronto fra “strategie” e “tecnologie”.

Daniele Fortini, presidente di Federambiente, ha fornito un quadro completo su cosa accade alle 30 milioni di tonnellate annue di rifiuti urbani italiani (il dato 2013 sarà questo, in diminuzione rispetto al dato 2007 anche a causa di una crisi economica che morde pure nei consumi): se il 46 per cento va ancora in discarica, sono 5 i milioni che vanno negli inceneritori. Stanno però aumentando in modo notevole (“il bel rovescio della medaglia”) tutte le attività di riciclo e di recupero. Con esempi che in certi casi raggiungono livelli di eccellenza e di virtuosità. Così come aumentano le aziende capaci di trarre il giusto profitto con progettazioni nuove e prodotti compatibili. Insomma – ha convenuto Fortini – quella verso i “rifiuti zero” é una tendenza su cui é giusto insistere.

L’esperienza e i risultati di Herambiente sono stati illustrati da Claudio Galli, amministratore delegato. Il gruppo, che gestisce 81 impianti di varia tipologia nel trattamento dei rifiuti, può vantare risultati di qualità tanto che se gli indicatori usati dalla Commissione europea sulla gestione dei rifiuti urbani (indicatori che collocano l’Italia al ventesimo posto) fossero applicati solo a Hera, questa si classificherebbe al quinto posto. Fra gli impianti di Hera anche 6 termovalorizzatori.

Il compito di dimostrare che anche una discarica, se bene gestita, può risultare addirittura conveniente per il territorio in cui si colloca e può perfino essere apprezzata e condivisa dai cittadini, é toccato a Renzi Macellonipresidente di una spa (“Belvedere”) che ha sede nel comune di Peccioli (Pisa). Macelloni si é fatto precedere da un video che ha illustrato la bellezza di quel territorio e la singolarità di una operazione che ha trovato adesione e convincimento negli stessi cittadini. Esistono dunque, e Peccioli ne é la riprova, discariche buone e perfino produttive (in cultura, azioni sociali, valorizzazione del territorio, sostegno all’economia locale) con un progetto ulteriore, basato anche su una sorta di azionariato popolare, per recuperare 40 casati agricoli in un territorio di enorme pregio ambientale.

Il decalogo sulla strategia “rifiuti zero” lo ha illustrato Paul Connett, scienziato, ideatore della strategia Zero Waste e autentico “guru” mondiale di un’idea che ha affascinato il popolo di Greenaccord riunito nel Castel dell’Ovo di Napoli.

Si parte con la ” separazione alla fonte” e si arriva alla ri-progettazione dei prodotti con un cammino che é assai meno utopistico rispetto a ciò che potrebbe sembrare. Da San Francisco alla stessa Napoli, dalle metropoli alle piccole realtà di campagna sono davvero tante, in tutto il “mondo, le comunità che si sono fatte affascinare e che stanno iniziando un cammino di intelligenza e di razionalità. Non sprechiamo soldi per gli inceneritori – ha concluso Bennett – perché: é più importante far sì che le comunità si riapproprino del proprio futuro.

Sulla stessa linea, con una valanga di slide e i dimostrazioni, l’italiano Attilio Tornavacca. direttore di Esper, realtà che in Italia sta aiutano tantissime amministrazioni pubbliche a imboccare proprio la via dei “rifiuti zero” e che collabora con un raggruppamento di istituzioni locali (i “Comuni virtuosi”), Tornavacca ha analizzato molti profili del riciclo soffermandosi in particolare sugli imballaggi superflui e sulle difficoltà italiane nel giungere alla cosiddetta tariffazione “puntuale” (il sistema per cui il cittadino davvero virtuoso viene premiato, e non penalizzato, al momento di ricevere la bolletta).

E proprio sulla prospettiva, sulla fattibilità concreta, della soluzione “rifiuti zero”  non é mancato, in sala, un franco scambio di opinioni diverse: il prof. Aires ha avuto qualcosa da ridire circa il realismo e la fattibilità di questa opzione che Connett ha, con altrettanta passione, sostenuto e difeso. “E’ vero – ha mediato Tornavacca – che non tutto si può riciclare, ma é altrettanto vero che non ci si può certo rassegnare a non tentare nulla”.

Sempre sulla via dei “rifiuti zero”, stavolta interpretata alla luce della ricerca, l’ultimo dei relatori nella sessione mattutina: Mario Malinconico. Il docente del CNR si é incaricato di fare il punto sulla situazione delle ricerca verso i biomateriali, bioplastiche in particolare.

La natura (come aveva notato qualche secolo fa un grande … ricercatore italiano, Leonardo da Vinci) non produce rifiuti e tutti noi, se vogliamo salvarci davvero, dobbiamo “imitare la natura”.

Una conclusione che, in effetti, potrebbe bene rappresentare la sintesi dell’intera mattinata nei lavori di un sabato passato, con Greenaccord, a immaginare i contenuti di un fututo sostenibile. E responsabile.

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