Greenaccord – Press & Communication Office

Per ulteriori informazioni e richiesta di interviste, contattare Romina Gobbo, responsabile comunicazione: comunicazione@greenaccord.org

Strategie ed azioni sinergiche per contrastare l’abbandono dei rifiuti – Volume 20 anni di Esper in collaborazione con Greenaccord

La partnership tra ESPER e Greenaccord ETS continua.

ESPER dal 2005 opera nell’ambito della Pianificazione Sistemica Ambientale (Gestione Rifiuti, Igiene Urbana, Tariffe e Gestione Economico-Finanziaria, Monitoraggio e Consulenza in ambito Rifiuti, Formazione e Studi)  e il suo scopo è la corretta gestione di risorse, rifiuti ed energia.

Introduzione del presidente di Greenaccord Alfonso Cauteruccio

“Sono particolarmente felice nel poter introdurre questo volume che tratta di un tema che affligge spesso la nostra penisola ed anche la nostra capitale in cui ho l’onore di vivere.

Questa attività di analisi e divulgazione di buone pratiche prosegue un percorso iniziato insieme ad ESPER Società Benefit grazie ad un accordo quadro che ci ha consentito di realizzare insieme il documentario dal titolo “Oltre i luoghi comuni” in cui abbiamo infatti affrontato e smentito anche alcuni luoghi comuni relativi al presunto aumento del fenomeno nelle città in cui è stata già adottata la pratica virtuosa della tariffazione incentivante (denominata “tariffa puntuale” in Italia). Il fenomeno dell’abbandono di rifiuti, il cosiddetto “litterring” per usare un anglicismo, è il principale nemico della proverbiale bellezza italica che i nostri antenati ci hanno lasciato in eredità.

Quanto spesso ci capita di soffrire di fronte a monumenti ed opere architettoniche straordinarie spesso invase da innumerevoli tipi di rifiuti che restano a volte per giorni e mesi in terra nonostante la presenza di appositi contenitori?

Tra le cause principali della costante crescita del fenomeno, oltreché la perdita di abitudini antiche quali l’utilizzo dei “vuoti a rendere”, vi è lo smisurato aumento dei prodotti usa e getta, quali le bottiglie in PET, le lattine d’alluminio, le confezioni tetrapak, ecc. i giornali a diffusione gratuita ed i volantini pubblicitari, ed infine tra i tanti i famigerati mozziconi di sigaretta.

Al di là delle conseguenze negative per l’occhio umano quali il fastidio visivo generato per la rovina del pubblico decoro e per l’ambiente quale l’inquinamento del terreno, tale fenomeno, oltre a nuocere al decoro dei luoghi in cui viviamo, compromette inevitabilmente anche la qualità di vita, il senso di sicurezza negli spazi pubblici e soprattutto genera costi sociali derivanti dalle spese per la raccolta e lo smaltimento sempre più elevati. Tutelare e preservare la bellezza dei luoghi significa anche poter contare su luoghi di vita con cui potersi identificare: non è solo un bisogno retorico ma è un’autentica cura sociale contro il degrado. Penso ad iniziative virtuose come “Retake Day 2025” con cui migliaia di persone si sono unite in nome di un’Italia più bella, più pulita e più giusta in venti città italiane, da Bari a Milano, da Palermo a Torino.

Un’Italia di cui essere fieri dove la partecipazione civica diventa motore di cambiamento concreto e dove la cura degli spazi pubblici si traduce in una nuova forma di cittadinanza attiva.

Solo negli ultimi dodici mesi, oltre 34mila volontari hanno partecipato a più di 2.100 eventi, raccogliendo oltre 111 tonnellate di rifiuti. Non è solo pulizia: è responsabilità condivisa, è rigenerazione del tessuto urbano e sociale. Ogni gesto, un muro ripulito, un’aiuola rifiorita, un parco restituito ai bambini è una dichiarazione d’amore verso la propria città e verso chi la abita. In un’epoca segnata da individualismo e fratture sociali, prendersi cura di un’aiuola o dipingere una panchina non sono semplici atti di decoro urbano, ma gesti politici nel senso più nobile del termine. Significa affermare “questo luogo è nostro, e lo trattiamo con rispetto” e riscoprire il valore del noi in un mondo che spinge verso l’individualismo.

Se da un lato, a causa del basso livello di civismo di gran parte di alcuni nostri concittadini, si deve ritenere che l’attuale governo abbia ben operato inasprendo recentemente le pene e le sanzioni per tutti quei cittadini e quelle imprese che abbandonano i propri rifiuti grazie al Decreto “Terra dei Fuochi”, dall’altra riteniamo indispensabile aumentare gli sforzi anche per quanto riguarda l’aspetto educativo e di sensibilizzazione attraverso una costante attività d’informazione ed educazione civica nelle scuole di tutti i livelli di ordine e grado. Tale attività educativa dovrebbe essere operata anche utilizzando i canali di comunicazione più incisivi. I mass-media ed i giornalisti possono quindi fornire un contributo molto importante sul versante comunicativo ed infatti l’associazione Greenaccord ETS è da sempre molto attiva nella formazione dei giornalisti che si occupano di ambiente.”

Puoi visitare invece il sito web di Esper qui.

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