Un ricordo di Aldo Masullo

Ricordare Aldo Masullo mi porta a molti anni fa, quando da ragazzino vedevo questo zio di passaggio da Roma, che dopo cena scompariva per lunghissimo tempo nello studio di mio padre, una stanza affascinante e misteriosa, con le pareti tappezzate di libri, (quante volte ho sognato di leggerli tutti, per poi restare nella mia ignoranza…) e li sentivo parlare per lunghissimo tempo.

Dopo i vent’anni, per colmare la mia ignoranza per la filosofia studiata male, con insegnanti che mai avevano saputo appassionarmi, mi avventurai nella lettura della edizione aggiornata del suo libro “Metafisica”, azzardo di non poco conto per me che finito il liceo classico avevo intrapreso gli studi di ingegneria; fu allora che scoprii che leggendo i suoi libri, la fatica di districarmi tra pensieri profondi ed argomentazioni complesse per la mia cultura tutt’altro che filosofica, era sempre ripagata da improvvise scoperte di concetti illuminanti e cominciai a sentire forte il “bisogno di filosofia”, di un ragionar profondo sul senso di una esistenza che spesso mi appariva insensata.

Avevo a lungo pensato da giovane che il segreto ultimo della vita fosse nascosto nella fisica delle particelle elementari, in quella materia oscura che pur non conoscendola sappiamo che riempie l’universo. Leggendo e cercando di seguire i ragionamenti di Aldo Masullo, scoprii che il segreto della vita non era nascosto nell’atomo ma nel profondo dell’animo umano.

Fu così che nel 2010 mi azzardai ad invitarlo all’ VIII Forum Internazionale di GreenaccordConfini e valori per un vivere sostenibile”. Temevo che il mio invito fosse fuori luogo: cosa ci fa un filosofo in un consesso internazionale di scienziati e giornalisti che si occupano di ambiente. E lì scoprii la grandezza di un uomo fisicamente fragile, ma con una grande forza: la passione per l’incontro e il dialogo. Scoprii che la filosofia non era per lui una cultura costruita da esporre nei luoghi opportuni, ma era la sua vita, il suo modo di essere, la sua curiosità di imparare e di appassionarsi nel dialogo con chiunque avesse di fronte. Mai banali e formali erano le sue parole, ma sempre dettate da una passione esistenziale, interessata alla relazione con l’altro.

Ricordo che disse che l’uomo esiste e la sua umanità si manifesta in quanto tale, solo quando si pone in relazione con l’altro al di fuori di sé (ex-sistere). L’uomo da solo non esiste. “Ecologia non è ambientalismo ma l’interesse per un sistema di relazioni entro il quale ciascuno diventa uomo.” La sua relazione fu così affascinate che i giornalisti lo subissarono di domande anche nei momenti conviviali successivi alla conferenza.

Sempre con Greenaccord, nel 2014 a Napoli nel Forum Internazionale intitolato “Sfamare il mondo. Alimentazione, agricoltura e ambiente”, fu presente nella tavola rotonda “Non di solo pane: bisogni non materiali per il benessere della persona”.

Infine, in una memorabile tavola rotonda a Roma, nel 2013, Verso un nuovo umanesimo. Una umanità smarrita in cerca di futuro con Zygmunt Bauman, ricordo la bellissima definizione che diede del consumismo che sta devastando il mondo, e prima ancora dell’uomo, la sua umanità: “Il consumismo è la situazione in cui noi ci consumiamo il più rapidamente possibile. Noi crediamo di consumare, in effetti ci consumiamo. Ci consumiamo nella nostra umanità. Ci consumiamo consegnandoci ai nostri sfruttatori. Ci consumiamo perdendo di vista veramente quello che ci fa essere uomini degni di questo nome”.

Carissimo Aldo, sono certo che con grande serenità tu abbia passato questo fatto della vita che chiamiamo morte, questo fatto su cui tante volte ti sei soffermato come quando scrivevi “La morte infatti non meno della nascita è estranea alla coscienza, non rientra nell’orizzonte della sua intenzionalità, non è un’idea ma un fatto” (da Paticità e indifferenza).

Arrivederci zio Aldo.

Un ricordo da Andrea Masullo, Direttore scientifico di Greenaccord e nipote del grande filosofo

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Antonio D'Angelo

Grazie Andrea per averci ricordato i bellissimi insegnamenti di questo grande filosofo che, come tutti grandi uomini, non morirà mai perché per sempre resterà nei cuori di chi lo ha conosciuto.

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