Greenaccord – Press & Communication Office

Per ulteriori informazioni e richiesta di interviste, contattare Romina Gobbo, responsabile comunicazione: comunicazione@greenaccord.org

Terra infuocata: “2015 anno più caldo di sempre” La denuncia degli scienziati al XII Forum Internazionale dell’informazione ambientaleBurning Earth: “2015 hotter year than ever” The complaint of the scientists at the XII International Media Forum of environmental information

Nel 2025 oltre 2,5mld di persone costrette a vivere senz’acqua. Bloccare l’aumento delle temperature a due gradi non basterà a contenere i danni ambientali. Entro fine secolo impossibile fare pellegrinaggi a La Mecca o a Gerusalemme per le temperature troppo elevate

Rieti, 18 novembre 2015 – Non c’è più tempo da attendere, la Terra ha bisogno di risposte credibili per bloccare il drammatico aumento delle temperature che potrebbe portare entro fine secolo ad un aumento medio di 5 gradi centigradi. A lanciare l’allarme, durante la sessione pomeridiana del XII Forum Internazionale di Greenaccord in corso a Rieti, sono stati, unanimemente, gli scienziati intervenuti all’incontro.

Gli scenari più preoccupanti sono stati contenuti nella relazione di Hans Joachim Schellnhuber, direttore del Potsdam Institute for Climate Impact Research e membro dell’Accademia Pontificia delle Scienze, che ha posto l’attenzione sul costante aumento della temperatura globale della Terra negli ultimi 135 anni, durante i quali abbiamo immesso 500mila miliardi di tonnellate di CO2 nell’atmosfera. “Questo aumento, se non sarà bloccato con riforme efficaci porterà ad un aumento di 5 gradi entro fine secolo, che equivarrebbe alla fine della nostra civiltà”. Per lo scienziato tedesco anche confermare l’impegno a mantenere sotto i 2 gradi l’aumento delle temperature medie “comporterà lo scioglimento irreversibile dei ghiacciai in Groenlandia, con il conseguente innalzamento di 7 metri del livello del mare”. In più, se dovessimo bruciare tutti i combustibili fossili attualmente disponibili nelle nostre riserve, ha spiegato Schellnhuber, “entreremmo in una fase in cui il riscaldamento salirebbe di 8-10 gradi entro il 2300, con un aumento del livello del mare di 50 metri”. L’uomo quindi non può più voltare le spalle alla natura, ma ha il dovere di “fare l’impossibile e farlo in fretta”, intervenendo sul “riscaldamento globale, sulle disuguaglianze nella distribuzione della ricchezza e sulla crescita demografica”.

Intanto però, il progressivo riscaldamento del pianeta si sta manifestando con eventi climatici estremi sempre più frequenti: David R. Easterling, scienziato del National Climatic Data Center, il più grande archivio mondiale di dati meteorologici, ha spiegato come gli Stati Uniti spendono ogni anno “un miliardo di dollari per i danni causati dagli eventi climatici estremi”. Questo trend, senza interventi globali a favore della sostenibilità, è destinato a moltiplicarsi sia in termini di frequenza che nel numero delle aree coinvolte. Cicloni tropicali, tornado, zone colpite da siccità, giornate di caldo anomalo: entro la fine del XXI secolo, ha spiegato Easterling “gli eventi climatici estremi potrebbero verificarsi non più ogni 20 anni ma ogni due anni nella maggior parte delle regioni del mondo e si potranno registrare giornate più calde anche di dieci gradi, con rischi estremi che potrebbero causare danni incalcolabili”.

L’impatto del riscaldamento del pianeta comporterà la progressiva scomparsa dei ghiacciai dalla Terra. A raccontare questo scenario e le sue terribili conseguenze è stato Svante Bodin, professore dell’International Cryosphere Climate Initiative. Secondo la ricostruzione di Bodin “lo scioglimento delle calotte di ghiaccio polare e l’acidificazione degli oceani del Nord Atlantico, possono essere reversibili a condizione di riuscire a contenere l’aumento della temperatura tornando ai livelli preindustriali, riducendola quindi di 1-1,5 °C”. Ma tutti i dati climatici sembrano essere concordi sul fatto che l’aumento della temperatura globale “potrebbe verificarsi molto prima di quanto proiettato”. In base agli scenari possibili, ha aggiunto l’esperto climatologo, “possiamo dire che, se non alzeremo il livello delle nostre ambizioni, l’aumento medio delle temperature sarà tra i 2,7 a 3,5 gradi entro il 2030, con la certezza di veder scomparire centinaia di grandi ghiacciai, contribuendo così all’aumento del livello dei mari ma anche a mettere in crisi le risorse idriche regionali”.

Al tema del riscaldamento climatico fanno da cornice le conseguenze dovute alla progressiva desertificazione di molte aree del pianeta, con le crisi idriche che colpiscono spesso le regioni meno sviluppate del mondo. Secondo Zbigniew W. Kundzewicz, esperto di desertificazione della Polish Academy of Sciences, attualmente sulla Terra un miliardo di persone non ha accesso all’acqua potabile, buona parte concentrate in Africa, un continente in cui un terzo della popolazione vive in siccità e ogni anno muoiono 1,5 milioni di bambini. “Questi numeri, senza adeguate contromisure sostenibili, sono destinati a salire ed entro 2025 saranno almeno 2,5mld le persone costrette a vivere senz’acqua”, ha aggiunto, denunciando il rischio di un aumento di profughi per crisi ambientali. “La diminuzione delle risorse idriche sono confermate da tutti i nostri dati e le simulazioni del futuro mostrano che questa realtà è drammaticamente in aumento”, ha concluso Kundzewicz.

Il programma completo del XII Forum Internazionale dell’Informazione per la Salvaguardia della Natura è disponibile sul sito www.greenaccord.org

Le sessioni di lavori sono state riconosciute valide dall’Ordine dei Giornalisti per la formazione professionale. Per i giornalisti che vi prenderanno parte, previa iscrizione sul sito S.I.Ge.F (www.sigef-odg.lansystems.it), verranno riconosciuti 8 crediti.In 2025 more than 2.5 billion people forced to live without water. Stop rising temperatures of two degrees will not be enough to contain the environmental damage. By the end of the century it will be impossible to make pilgrimages to Mecca or Jerusalem for extreme heat.

Rieti, November 18th 2015 – There is no more time to wait, the Earth needs credible answers to stop the dramatic rise in temperatures that could lead later this century to an average increase of 5 degrees Celsius. The scientists warn unanimously the audience who attended the meeting, in the afternoon session of the XII International Media Forum of Greenaccord underway in Rieti.

In the report of Hans Joachim Schellnhuber, director of the Potsdam Institute for Climate Impact Research and a member of the Pontifical Academy of Sciences, there are the most worrying scenarios. He focused the attention to the continuing increase in global temperature of the Earth over the past 135 years, during which we have entered 500 thousand billion tons of CO2 into the atmosphere. “This increase, if it is not blocked with effective reforms, will lead us to an increase of 5 degrees by the end of the century, which would mean the end of our civilization.” For the German scientist, also confirming the commitment to keep below 2 degrees the increase in average of temperatures, “It will involve the irreversible dissolution of glaciers in Greenland, with the consequent rise of 7 meters of sea level.” Plus, if we were to burn all the fossil fuels currently available in our reserves, Schellnhuber said, “we would enter into a phase in which the heating would rise about 8-10 degrees by 2300, with an increase of the sea level of 50 meters”. The man, therefore, can no longer turn our backs on nature, but has a duty “to do the impossible and do it fast,” acting on “global warming, inequalities in the distribution of wealth and population growth.”

Meanwhile, however, the gradual warming of the planet is occurring with more and more frequent extreme weather events: David R. Easterling, scientist of National Climatic Data Center, the world’s largest archive of weather data, explained how the US spends each year “a billion dollars for the damage caused by extreme weather events.” This trend, without global intervention in favor of sustainability, it is expected to multiply both in terms of frequency and in the number of the involved areas. Tropical cyclones, tornadoes, areas affected by drought, abnormally hot days: by the end of the XXI century, Easterling said “extreme weather events could occur every 20 years but not more than once every two years in most regions of the world and they will record hot days as much as ten degrees, with extreme risks that could cause untold damage.”

The impact of global warming involves the gradual disappearance of glaciers from Earth. To tell this scenario and its terrible consequences was Svante Bodin, professor of International Cryosphere Climate Initiative. According to the reconstruction of Bodin “the melting of polar ice caps and ocean acidification in the North Atlantic, may be reversible on condition to contain the rise in temperature and come back to pre-industrial levels, thus reducing it from 1-1.5 ° C “. But all climate data seem to agree that the increase in global temperature “could occur much sooner than projected.” Based on the scenarios, the expert climatologist added, “we can say that, if we will not raise the level of our ambitions, the average increase in temperature will be between 2.7 to 3.5 degrees by the year 2030, with the disappearing of hundreds of large glaciers, thus contributing to the increase in sea levels but also to undermine the regional water resources.”

In addition to the issue of global warming there are consequences arising to the progressive desertification of many areas of the planet, with the water crises that affect often the less developed regions of the world. For Zbigniew W. Kundzewicz, desertification expert of the Polish Academy of Sciences, currently on the Earth a billion people have no access to potable water, largely concentrated in Africa, a continent where one third of the population lives in drought and die each year 1.5 million children. “These numbers, without appropriate and sustainable measures, are bound to rise and by 2025 at least 2.5bn people will be forced to live without water,” he said, denouncing the risk of an increase of refugees for environmental crisis. “The decrease of water resources are confirmed by all our data and simulations of the future show that this reality is dramatically increasing” Kundzewicz concluded.

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