Quale futuro per l’umanità smarrita? Incontro con Zygmunt Bauman

SAVE THE DATE: Roma, 16 Gennaio ore 11. Il filosofo e sociologo polacco si confronterà su limiti del modello di sviluppo, crisi ecologica, cause della disgregazione sociale e prospettive per il futuro, in un incontro organizzato dall’associazione Greenaccord Onlus in collaborazione con FNSI e Associazione Stampa Romana e con il contributo della Provincia di Roma.

Roma, 8 Gennaio 2013 – Siamo pronti a mettere in discussione il modello di sviluppo che ha portato gran parte dell’umanità a un benessere senza precedenti? L’attaccamento ad un passato recente irripetibile può davvero rendere così cieca l’umanità da comprometterne il futuro? Quesiti universali ma al tempo stesso cruciali per il nostro Paese, che sta attraversando una crisi economica profonda che cela, probabilmente, l’esigenza di ripensare il concetto stesso di sviluppo. Tanto più essenziale, viste le poche settimane che ci separano dalle elezioni parlamentari di fine febbraio.

Per riflettere su questi temi, mercoledì 16 Gennaio, alle ore 11 presso la Sala “Walter Tobagi” della FNSI di Corso Vittorio Emanuele 349 a Roma, si terrà l’incontro “Verso un nuovo umanesimo: un’umanità smarrita in cerca del suo futuro” con Zygmunt Bauman, il filosofo e sociologo polacco, teorizzatore della società liquida, dell’esclusione sociale provocata dall’impossibilità di realizzare a pieno il proprio ruolo di consumatore, della critica alla mercificazione delle esistenze.

L’incontro, organizzato dall’associazione Greenaccord Onlus in collaborazione con la FNSI e l’Associazione Stampa Romana e con il contributo della Provincia di Roma, sarà l’occasione per un confronto tra Bauman, il filosofo italiano Aldo Masullo, e Monsiglior Vincenzo Paglia, segretario del Pontificio Consiglio per la Famiglia, attento osservatore delle dinamiche sociali del nostro tempo, che porterà il suo autorevole punto di vista sulla crisi antropologica che produce perdita di riferimenti etici, crisi morale, negazionismo, individualismo, indebolimento delle reti di relazioni sociali, perdita di fiducia nelle istituzioni che non danno risposte convincenti.

“L’umanità, grazie ai grandi progressi tecnici del Novecento, aveva creduto di tenere saldamente in mano il proprio futuro ma le molte crisi attuali rendono incerto il suo cammino” spiega Andrea Masullo, economista ecologico e direttore del Comitato scientifico di Greenaccord. “Una crisi climatica disastrosa ancora non trova risposte politiche convincenti. Gli ecologi considerano il pianeta in marcia verso la 6° estinzione di massa, causata dall’azione incauta dell’uomo. Una crisi anche sociale poiché i sette miliardi di abitanti della terra si muovono in un modello di consumo crescente e insostenibile col rischio della scarsità di cibo e materie prime. Le previsioni degli scienziati creano solo allarmi di breve durata, sui quali prevale una irrazionale negazione nell’inerzia quotidiana. C’è bisogno di un cambiamento radicale di paradigma economico, tecnologico e sociale. Siamo pronti ad affrontare questa sfida?”.

 

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