Greenaccord – Press & Communication Office

Per ulteriori informazioni e richiesta di interviste, contattare Romina Gobbo, responsabile comunicazione: comunicazione@greenaccord.org

Nuova alleanza tra fede e scienza per la conversione ecologica A new alliance between faith and science for an ecological conversion

Tavola rotonda tra laici e religiosi al XII Forum internazionale dell’Informazione per la Salvaguardia della Natura. Un patto tra le religioni per salvare la Terra. Solo scelte etiche coraggiose possono realizzare una conversione ecologica. Abbandonare il carbone significa anche essiccare i fondi al terrorismo

Rieti, 19 novembre 2015 – Scienza e Fede, storicamente in conflitto, non sono mai state così vicine. Il battesimo di questa nuova alleanza è idealmente arrivato da Rieti, dove è in corso il XII Forum Internazionale dell’Informazione per la salvaguardia della Natura, organizzato dall’associazione Greenaccord in collaborazione con il Pontificio Consiglio per la Famiglia. I cambiamenti climatici raccontati dagli scienziati fotografano un Pianeta a rischio estinzione e l’unica risposta possibile è una rivoluzione culturale, una conversione ecologica che può essere realizzata solo attraverso una nuova etica sostenibile. Al centro del dibattito, che ha aperto la sessione mattutina, non poteva non essere la recente Enciclica di Papa Francesco, “Laudato si’”, un documento storico, che per la prima volta ha posto al centro del messaggio religioso la salvaguardia della Terra. Per Vincenzo Paglia, Presidente del Pontificio Consiglio per la Famiglia il cuore pulsante dell’enciclica del Papa è tutto nel “bisogno imprescindibile di una rivoluzione culturale e spirituale” per salvare la Casa Comune. Quella dell’ecologia integrale “è una profezia che coinvolge tutti, non è un tema per governi o uomini che hanno responsabilità apicali, ma riguarda dal primo all’ultimo cittadino di questa casa”, ha aggiunto Monsignor Paglia. La rivoluzione etica deve essere quindi la premessa fondamentale per cambiare la concezione del mondo e le religioni devono giocare un ruolo da protagoniste, respingendo ogni forma di fondamentalismo che è chiaramente “contro la Casa Comune e la famiglia comune”. Per questo motivo, ha concluso Paglia, “c’è bisogno di una nuova alleanza fra religioni e umanesimo verso una nuova conversione ecologica nel senso più ampio del termini, un nuovo Umanesimo che ritrovi armonia tra famiglia umana e la Casa Comune che essa deve abitare”.

Il tema ecologico, del resto, è al centro di tutti i principali testi sacri. Lo ha spiegato Alberto Funaro, rappresentante della Comunità Ebraica di Roma, ricordando come, ad esempio, per la religione ebraica il rispetto della natura “come dono fatto all’uomo da Dio, diventa un diritto-dovere”, e anzi le leggi della tradizione biblica mostrano “grande lungimiranza” rispetto ai problemi della tutela dell’ambiente che oggi ci tormentano. La vera sfida è quindi proprio quella di lanciare “un’asse tra tutte le fedi religiose per un’alleanza di natura spirituale che ciascun credo può motivare dall’interno della propria teologia, specie quando si tratta di religioni che nella loro disciplina contengono indicazioni per il rispetto dell’ambiente”.

È il caso anche dell’Islam, che rappresenta un quarto della popolazione della Terra e deve certamente dire la sua in questa sfida per salvare il Pianeta. “L’Islam può contribuire a questo dibattito”, ha detto Jasser Auda, direttore del Maqasid Institute, sottolineando che un terzo del Corano è dedicato alla Natura. “La Terra è in equilibrio ma è l’uomo che altera e corrompe questo equilibrio” e la religione islamica da sempre offre ai suoi fedeli le risposte etiche per evitare comportamenti deleteri contro la natura. Ogni volta che l’uomo ha separato la politica dall’etica ha perso di vista la lungimiranza nelle scelte per il bene comune, e questo avviene anche nella guerra al terrorismo “che non si combatte con un approccio solo basato sulla sicurezza”.

E proprio su questo tema un forte richiamo è arrivato dal Giuliano Amato, membro della Corte Costituzionale, più volte presidente del Consiglio ed ex ministro che ha collegato il tema dell’ecologia alle nuove forme di terrorismo che si alimentano con i ricavi delle vendite dei combustibili fossili. “Abbandoniamo l’uso dei combustibili fossili”, ha detto il professor Amato, e così oltre a contribuire a salvare la Terra, “essiccheremo il finanziamento del terrorismo”. Per l’ex premier, ogni rivoluzione ecologica non può prescindere dal ruolo della religione come “guida morale irrinunciabile in una società libera”. Per questo non deve esistere conflitto fra democrazia e libertà di religione. L’emergenza climatica, ha aggiunto Amato, “è una vendetta rispetto all’estremismo razionalista post-illuminista. È la scienza che ci dice che il mondo così come lo stiamo conducendo ci porta alla rovina”.

L’appello ad una nuova conversione ecologica è raccolto anche dalla scienza, come ha ricordato Zbigniew W. Kundzewicz, membro dell’accademia polacca delle Scienze. Ma proprio dalla cattolica Polonia, ha sottolineato il geofisico, arrivano molte voci scettiche a proposito della scelta “ormai irreversibile” di abbandonare l’uso del carbone. Uno scetticismo forse condizionato dalle lobby del carbone, che rappresenta l’85% delle fonti energetiche del Paese. Per il geofisico polacco l’enciclica di Papa Francesco “è affascinante perché parla con coraggio di sviluppo sostenibile, di giustizia e equità fra le generazioni”, declinando un nuovo modello di qualità della vita che parte dalla premessa che “l’ambiente non ci appartiene, lo abbiamo ereditato e abbiamo il dovere di custodirlo”.A panel discussion between lay and religious in the XII International Media Forum on the Protection of Nature. A pact among Religions to save the Earth. Only courageous ethical choices can achieve an ecological conversion. Abandon the coal also it means dry funds of terrorism

Rieti, November 19th 2015 – Science and Faith, historically in conflict, here are close as never before. The baptism of this new alliance starts ideally from Rieti, where is ongoing the XII International Media Forum for the Protection of Nature, organized by the Greenaccord association in collaboration with the Pontifical Council for the Family. The scientists talk about a planet in danger of extinction, the only response is a cultural revolution, an ecological conversion that can only be accomplished through a new sustainable ethical way. The debate, which opened the morning session, focused on the recent encyclical of Pope Francis, “Laudato Si”: an historical document, which for the first time at the center of the religious message look at the preservation of the Earth. To Vincenzo Paglia, President of Pontifical Council for the Family, the beating heart of the encyclical of the Pope, is in the “indispensable need of a cultural and spiritual revolution” to save the Common House. The integral ecology “is a prophecy that involves everyone, it is not an issue for governments or men who have responsibilities, but concerns from the first to the last citizen of this house,” Monsignor Paglia added. The ethical revolution must therefore be the prerequisite for changing the conception of the world and religions must play a leading role, rejecting all forms of fundamentalism that is clearly “against the common home and the shared family.” For this reason, Paglia concluded, “we need a new alliance among religions and humanism to find a new ecological conversion in the widest sense of the terms, a new humanism with a new-found harmony between the human family and the common home where the human family have to live”.

The ecological theme, moreover, is at the center of all the major sacred texts. Alberto Funaro, representative of the Jewish Community of Rome, explained, remembering how, for example, for the Jewish the respect for nature is important: “as a gift to man from God, becomes a right and a duty”, and indeed the laws of the biblical tradition show the “great foresight” to the problems of environmental protection which today torment us. The real challenge is precisely to launch “an axis among all faiths for an alliance of a spiritual nature that it can motivate each from within their own theology, especially when it concerns religions in their discipline that contain instructions for the respect for the environment”.

It is also the case of Islam, which represents a quarter of the population of the Earth and it has a role in this challenge to save the planet. “Islam can contribute to this debate,” said Jasser Auda, director of the Maqasid Institute, noting that one third of the Koran is devoted to Nature. “The Earth is in equilibrium but man alters and corrupts this balance “and the Islamic religion has always offered to its faithful answers and ethical behavior to avoid deleterious acts against nature. Every time man parted politics from ethics losing the vision in the choices for the common good, and this also happens in the war on terrorism “that can not be fought with an approach based only on security.”

And on this issue a strong appeal arrived from Giuliano Amato, a member of the Constitutional Court, several times prime minister and former minister, who has connected the theme of ecology to the new forms of terrorism, fed with the proceeds of fossil fuels sales. “We abandon the use of fossil fuels,” Professor Amato said, and we will save the Earth, “drying terrorist financing”. For the former prime minister, every ecological revolution can not ignore the role of religion as “indispensable moral leadership in a free society.” For this, there should be no conflict between democracy and freedom of religion. The climate crisis, Amato added, “it is a revenge over post-Enlightenment rationalist extremism. Science tells us the way we are conducting the world leads us to ruin. ”

The appeal to a new ecological conversion is also for the science, as Zbigniew W. Kundzewicz, member of the Polish Academy of Sciences, mentioned. But in the Catholic Poland, the geophysicist said, there are skeptical voices about the “irreversible” choice to abandon the use of coal. Skepticism perhaps influenced by the coal lobby, which represents 85% of the nation’s energy sources. For the Polish physicist the encyclical of Pope Francis “it is fascinating because he boldly speaks of sustainable development, justice and equity among the generations”, declining a new model of quality of life starting from the premise that “the environment is not ours, we inherited and we must keep it. “

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin
Condividi su email
guest
0 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments
0
Would love your thoughts, please comment.x
()
x