Greenaccord – Press & Communication Office

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EXPO, un’opportunità per la filiera agricola tricolore “Ma deve essere vetrina per il meglio dell’agricoltura italiana”EXPO 2015: ‘An opportunity for the agricultural sector to showcase the best of Italian agricolture’

Il messaggio arriva dai partecipanti alla tavola rotonda organizzata all’interno dell’XI Forum dell’Informazione per la Salvaguardia della Natura organizzato a Napoli dall’associazione di giornalismo ambientale Greenaccord Onlus. Il messaggio del ministro delle Politiche agricole, Martina: Expo deve generare una discussione per arrivare a modelli di sviluppo economicamente e socialmente sostenibili

Napoli, 9 Ottobre 2014 – Filiera corta, agricoltura di qualità, investimenti per la biodiversità, tutela delle specificità territoriali, norme per i piccoli produttori. Tanti fattori che potrebbero rappresentare una garanzia per il futuro del settore agricolo italiano e che dovrebbero trovare una vetrina internazionale nell’EXPO 2015 di Milano.  Questa almeno è la speranza condivisa dai partecipanti alla Tavola rotonda organizzata nella sessione pomeridiana di ieri dell’XI Forum internazionale dell’Informazione per la Salvaguardia della Natura, organizzato dall’associazione Greenaccord Onlus in collaborazione con il Comune di Napoli.

“Il tema della sicurezza alimentare sarà strategico per il nostro futuro” ha osservato il ministro delle Politiche Agricole, Maurizio Martina, in una lettera agli organizzatori del convegno. “Nel 2050 si prevede che il pianeta sarà abitato da 9 miliardi di individui. Come garantire cibo sano e sicuro a una popolazione mondiale in costante crescita è la sfida che abbiamo di fronte a noi per i prossimi anni. L’obiettivo fondamentale dell’Esposizione universale sarà quello di generare una discussione che possa contribuire a trovare soluzioni nuove per combattere la fame e garantire maggiore sostenibilità economica, sociale e ambientale ai modelli di sviluppo”.

Un’analisi fatta propria anche dai partecipanti alla Tavola rotonda, che hanno sottolineato come l’appuntamento milanese debba essere l’occasione anche per approfondire le possibili soluzioni al problema dello spreco di risorse naturali. “L’uso eccessivo degli imballaggi e le filiere eccessivamente lunghe – ha ad esempio osservato Carlo Montalbetti, direttore generale di Comieco – hanno un impatto ambientale non più sostenibile”. Da qui la speranza che Expo 2015 sia l’occasione anche per ripensare l’approccio al packaging e alla distribuzione dei prodotti.

Un’esigenza quantomai sentita dagli agricoltori italiani, secondo Maria Letizia Cardoni, presidente nazionale Giovani di Coldiretti. “Per essere davvero un’opportunità per il settore agricolo italiano – ha spiegato alla platea di giornalisti provenienti da oltre 50 Paesi del mondo – deve farsi strumento di promozione di un modo nuovo di fare agricoltura e parta dal rapporto con i territori”. Il sistema di produzioni standardizzate e strettamente legate alle biotecnologie non dà infatti garanzie. “Le filiere agroalimentari devono tornare a considerare il territorio in cui si sviluppano, le comunità che le ospitano e le peculiarità locali”. Esigenza quanto mai sentita in Italia, Paese che nel mondo ha il primato delle denominazioni agricole d’origine e dei prodotti di qualità. “Se non puntiamo su questi elementi distintivi rischiamo di danneggiare nel lungo periodo un settore che oggi, nonostante la crisi vale 260 miliardi di euro, è l’unico nel nostro Paese ad avere un tasso di occupazione in crescita e a garantire l’opportunità per molti giovani”.

Per problemi di connessione dell’Università degli Studi Suor Orsola Benincasa, l’invio dei comunicati stampa, immagini e aggiornamento sito in questi giorni potrebbe subire dei ritardiNaples, 8-11 October 2014

University Suor Orsola Benincasa

EXPO 2015:  ‘An opportunity for the agricultural sector to showcase the best of Italian agricolture’

The message comes from the participants in the round table organized within the XI Forum on the Protection of Nature in Naples organized by the association of environmental journalism Greenaccord, a non-profit organization. “Expo should generate discussions leading to the implementation of economically and socially sustainable models of development”, said the Italian Agriculture Minister, Martina.

Naples, October 8, 2014

Short supply chains, agricultural product quality, investment in biodiversity, protection of specific territorial features, norms for small holders.  Many factors to showcase internationally at the Expo 2015 in Milan and that will guarantee the future of the Italian agricultural sector. This is the hope shared by the participants in the Round Table organized during the afternoon session of the XI International Forum on the Protection of Nature, organized by Greenaccord Onlus in collaboration with the City of Naples.

“The issue of food security is strategic to our future,” Italian Agriculture minister Maurizio Martina wrote in a letter to the organizers of the conference. “In 2050,  9 billion people will inhabit the country. How to ensure safe and healthy food to a growing world population is a major challenge facing us in the years to come. The basic goal of the Universal Exposition is to generate discussion and help to find new solutions to fight hunger and ensure that development models have greater economic, social and environmental sustainability. ”

An analysis echoed by the participants in the round table, who have highlighted that the event in  Milan should be the opportunity to further explore possible solutions to prevent unbalanced use of natural resources. “Excessive use of packaging and extremely long supply chains” said Carlo Montalbetti, General Manager of Comieco, “have an impact on the environment that is no longer sustainable.” Hence the hope that Expo 2015 will also be the occasion to rethink the approach to packaging and distribution of products.

A need felt by Italian farmers as well, according to Maria Letizia Cardoni, national President of Young Coldiretti. “In order to be an opportunity for the Italian agricultural sector,” she told the audience of journalists from over 50 countries in the world, “it should help promoting new farming strategies, including interaction with the territories.” The system of standardized productions closely linked to biotechnologies gives no guarantees. “The agri-food supply chains must look back at the territory in which they are rooted, the communities that host them and the local specificities.” This is particularly true for Italy, leader in the world for agricultural designations of origin and quality products. “If we fail to focus on these distinctive factors, the risk is to damage in the long term the agricultural sector that, despite the crisis worth 260 billion euros, is the only exception in our country with its rising employment growth rate ensuring job opportunity for many young people.”

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