XI Forum dell’Informazione Cattolica per la Custodia del Creato – L’Aquila 2015

Non c’è futuro senza la cura del territorio. A L’Aquila l’XI Forum Greenaccord dell’Informazione cattolica.  A sei anni dal terribile terremoto che ha sconvolto il territorio aquilano, Greenaccord ha scelto di tenere il Forum a L’Aquila, nel pieno della ricostruzione in atto, per approfondire il delicato legame che unisce la tutela del territorio e delle risorse naturali al progresso dell’Umanità.

Obiettivo: far incontrare comunità scientifica e operatori della comunicazione per accrescere il
livello della comunicazione scientifica e la conoscenza dei temi sociali e ambientali tra l’opinione
pubblica e promuovere il centro storico cittadino come crocevia di relazioni per una rinnovata
vitalità che tenga in conto la cultura e la sensibilità ambientale.
Al centro del dibattito, giornalisti e giovani, attori protagonisti di un cambiamento che non può
più aspettare.

L’Aquila, 9 Giugno 2014 – Il futuro della Terra e dei suoi abitanti passa per la tutela dei territori,
delle materie prime che producono e delle comunità locali che in essi vivono. È il filo conduttore
che guiderà le analisi dell’XI Forum dell’Informazione cattolica per la Custodia del Creato –
“Coltivare e custodire le risorse naturali per nutrire l’umanità” – in programma dal 19 al 21 giugno
prossimi a L’Aquila.

L’evento, organizzato dall’associazione di giornalismo ambientale Greenaccord Onlus in
compartecipazione con il Consiglio e la Giunta Regionale dell’Abruzzo, il Comune de L’Aquila e
l’Ordine regionale dei giornalisti, e con il supporto della Arcidiocesi de L’Aquila, della Fondazione
Carispaq e della Bper, si pone l’obiettivo di trasferire ai giornalisti informazioni e punti di vista del
mondo scientifico e accademico, per aumentare il livello di consapevolezza sui temi dell’ambiente
e dello sviluppo sostenibile.

“Nel nostro percorso, intrapreso da ben 13 anni – spiega Alfonso Cauteruccio, presidente
dell’associazione Greenaccord Onlus –, ci siamo resi conto che spesso le analisi tecniche e le
certezze degli scienziati non vengono adeguatamente ‘coperte’ dai media perché questi due
mondi non hanno occasioni per confrontarsi e parlare. E questa lacuna si riverbera nell’opinione
pubblica che non riceve informazioni cruciali per orientare le proprie scelte e i propri stili di vita
nel senso di una maggiore sobrietà, sostenibilità e lungimiranza. Questi incontri hanno quindi
l’obiettivo di colmare quel gap e ‘formare’ i comunicatori che dovranno a loro volta interfacciarsi
con l’opinione pubblica”.

La considerazione vale ancor di più per il circuito dei media cattolici, per i quali le notizie di
carattere ambientale si intrecciano con i temi di giustizia sociale, in linea con le encicliche che
hanno affrontato la questione ecologica da Papa Giovanni Paolo II fino a Papa Francesco.
Nelle quattro sessioni di lavori previste si affronteranno i molti aspetti che mettono in pericolo il
corretto utilizzo delle risorse naturali e che creano difficoltà alla vita e al lavoro delle migliaia di
piccoli agricoltori italiani. Fenomeni globali e storture nazionali che contribuiscono a creare disuguaglianze di reddito, danni agli ecosistemi, problemi al tessuto sociale. Si fotograferà l’attuale
situazione della fame nel mondo, si approfondirà il legame tra cambiamenti climatici e produzioni
alimentari, il ruolo delle multinazionali alimentari, le questioni connesse con la tutela del suolo.
Ma si proporranno anche soluzioni pratiche: dalla tracciabilità dei prodotti, alle filiere chilometro
zero, fino alle best practice di utilizzo del terreno agricolo. Tra i relatori previsti, Kostas Stamoulis,
Direttore Divisione FAO “Agricultural Development Economics”, Riccardo Valentini, CMCC (Centro
Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici), Michele Munafò, responsabile Consumo di suolo
di ISPRA, Cinzia Coduti, Responsabile Ambiente e Territorio Coldiretti; Anselme Bakudila, Centro
Studi Slow Food.

Alla sessione inaugurale prenderanno parte il Presidente della Regione Abruzzo, Luciano D’Alfonso, il
sindaco de L’Aquila, Massimo Cialente, il presidente ODG Abruzzo, Stefano Pallotta e il card.
Francesco Coccopalmerio, presidente del Pontificio Consiglio per i testi legislativi.
Le quattro sessioni di lavori sono state riconosciute valide dall’Ordine dei Giornalisti dell’Abruzzo per
la formazione professionale. Per i giornalisti che vi prenderanno parte, previa iscrizione sul sito
S.I.Ge.F (www.sigef-odg.lansystems.it), verranno riconosciuti fino a 14 crediti.
Durante il Forum, verrà infine conferito il Premio giornalistico “Sentinella del Creato”. Ideato tre
anni fa in collaborazione con l’UCSI (Unione Cattolica Stampa Italiana) e FISC (Federazione Italiana
dei Settimanali Cattolici), il premio ha l’obiettivo di assegnare un riconoscimento a tre giornalisti
che, nel corso dei precedenti dodici mesi, si sono particolarmente distinti nella divulgazione e
nell’approfondimento delle tematiche ambientali.

L’XI FORUM DELLA STAMPA CATTOLICA PER LA CUSTODIA DEL CREATO è un evento
promosso da:
Greenaccord Onlus, Consiglio Regionale Abruzzo, Regione Abruzzo, Comune L’Aquila, Ordine dei Giornalisti Abruzzo
in partnership con:
Consiglio Regionale, Regione Abruzzo, Comune L’Aquila, Arcidiocesi de L’Aquila, Fondazione Carispaq, Banca Bper,
ANCE, Di Vincenzo Dino & C. S.p.A , Coldiretti, Ricci Costruzioni, Rosa Edilizia, Morpier

Comunicati stampa

Tavola Rotonda: “L’Enclica Laudato Sii: Papa Francesco e la cura della casa comune” – Conclusione Forum Greenaccord L’Aquila

“Una enciclica straordinaria che apre tempi nuovi, come accadde ai tempi della Pacem in Terris”. Cosí Raffaele Luise, decano dei vaticanisti, avviando un confronto (il primo in assoluto nel mondo, si potrebbe dire) sulla enciclica “verde” di papa Francesco.

Un documento – ha proseguito Luise – “che vede il suo centro nell’aver recepito l’intreccio fra grido dei poveri e grido dell’ambiente” e nel quale non mancano indicazioni pratiche (“sembra di leggere il messaggio di un leader politico”) sintetizzabili nel forte invito a “cambiare stili di vita”.

La tavola rotonda (“Papa Francesco e la cura della casa comune”) ha concluso la due giorni di Greenaccord, a L’Aquila, su “Coltivare e custodire le risorse naturali per nutrire l’umanità”.

Il presidente del Pontificio Consiglio per la Famiglia Vincenzo Paglia, l’antropologa Francesca Serra, il consigliere ecclesiastico Coldiretti don Paolo Bonetti e la giornalista Grazia Francescato si sono confrontati su “Laudato sii”.

Francesco – ha ammesso mons. Paglia – ci ha sorpreso tutti riportando alle origini della Creazione e costringendo a riflettere sulla nostra dimenticanza rispetto alla profezia delle origini”. Un documento – ha aggiunto – che “aprirà spazi enormi di riflessione con una provvidenziale alleanza fra prospettiva ecologica e superficialità con cui oggi affrontiamo i drammi dell’umanità”.

Lettura al femminile da Francesca Serra, anche stimolata dalla considerazione di Luise sulla dimensione “femminile” di molti fra i verbi della enciclica (accogliere, custodire, nutrire …) con un “Francesco ci invita a diventare poeti e la donna lo é”, ma anche con la sottolineatura su come, rispetto all’invito verso il soddisfacimento immediato dei bisogni, Francesco ci inviti a “sacralizzare la nostra identità”.

Non é mancato, fra il moderatore e il consigliere ecclesiastico di Coldiretti, uno scambio sugli ogm e sulla parte dell’enciclica dedicata all’argomento. “Un po’ deluso per il “ni” di papa Francesco sugli ogm?” ha provocato Luise citando le parole precise usate da Francesco. “No – ha risposto don Bonetti pure ribadendo la posizine negativa sugli ogm. E questo – ha spiegato – “perché il papa chiede a tutti, scienza compresa, di fornire il loro contributo”.

Per Grazia Francescato la necessità di una “conversione ecologica” chiesta da papa Francesco può trovare una origine anche nel pensiero di Alex Langer, leader del movimento ambientalista europeo che “sarebbe certo contento” di una enciclica che invita a “rimettere al centro un noi allargato al Creato intero”. Una sottolineatura su cui ha concordato mons. Paglia ( “Oggi é indispensabile trovare una alleanza fra tutte le istituzioni sapienti per recuperare la bellezza dei noi ricordando che da soli si sta sempre male”)

Agricoltura familiare, km zero e niente Ogm

I tre pilastri per la sostenibilità ambientale e sociale

Seconda giornata di lavori dell’XI Forum dell’Informazione cattolica per la Custodia del Creato dedicata alle ricette per costruire un sistema agricolo a basso impatto, inclusivo e amico della biodiversità. Un modello che, nel lungo periodo, garantisce benessere, cibo e corretto uso delle risorse naturali

L’Aquila, 20 giugno 2015 – Sostenibilità ambientale, tutela della biodiversità, sistemi agricoli a basso impatto, sviluppo delle filiere a chilometro zero. Sono le ricette presentate nella seconda (e ultima) giornata di lavori dell’XI Forum dell’Informazione per la Custodia del Creato, organizzato dall’associazione Greenaccord Onlus a L’Aquila in collaborazione con il Comune e la Regione Abruzzo.

Soluzioni concrete che possono dare risposte efficaci sia agli ingenti problemi causati dai cambiamenti climatici, sia ai drammi della povertà e della malnutrizione che affliggono ancora centinaia di milioni di persone al mondo. “Tutte le attività da cui dipende il benessere dell’uomo, a partire dalla disponibilità di cibo, dipende dalla funzionalità garantite dagli ecosistemi, che garantiscono beni e servizi fondamentali per l’Umanità” spiega Franco Ferroni, responsabile Agricoltura di WWF Italia. “Mettere in conto la Natura significa garantire il benessere collettivo”. Eppure al momento, si sta andando in direzione esattamente opposta: con un tipo di agricoltura sempre più dominato da pochi gruppi industriali e un contestuale consumo di suolo agricolo. Ogni anno, dal 1990, nel nostro Paese si perdono 100mila ettari di suolo agricolo, più del doppio della Germania e due volte più che in Francia. “Quel modello, fortemente antropizzato, garantisce il massimo della produttività nel breve periodo ma si è dimostrato fallimentare nel medio-lungo termine”. Ma l’inversione di rotta è possibile. E dipende strettamente dalle scelte politiche che si prendono a livello locale, nazionale e mondiale. “I governi – prosegue Ferroni – possono decidere se continuare a sostenere quel modello o uno, basato su agricoltura familiare, biologica o biodinamica, che si è dimostrato un approccio amico della biodiversità e dei servizi che offrono alle popolazioni”.

Nel cambio di rotta, non può non rientrare una riflessione sugli Ogm. Nonostante le forti pressioni delle lobby dell’agroindustria per farli autorizzare anche in Europa, gli organismi geneticamente modificati continuano a lasciare scettici gli agricoltori italiani: “I pericoli per la salute pubblica derivante dall’uso di materie prime geneticamente modificate potrebbero causare danni nel medio e lungo periodo” spiega Cinzia Coduti, responsabile Ambiente e Territorio di Coldiretti. “Su questo tema, le certezze non esistono. E quindi deve valere il principio di precauzione che impone una necessaria prudenza. Ben più importante è difendere i caratteri che rendono unici e distintivi i prodotti agroalimentari italiani, che ci permettono di essere conosciuti, apprezzati e invidiati in tutto il globo”.

E in quest’ottica di valorizzazione, una mano preziosa può venire dal ripensamento delle filiere agricole, per costruire sistemi territorialmente circoscritti. Quelli che, con una semplificazione giornalistica, forse eccessiva ma efficace, sono ormai noti come “sistemi a chilometri zero”. “Queste filiere – spiega Anselme Bakudila, del Centro Studi di Slow Food – sono localizzabili geograficamente, offrono maggiori garanzie di freschezza e genuinità dei prodotti, che sono scambiabili senza intermediazioni, assicurano una maggiore remunerazione ai produttori e permettono una costruzione di un nuovo rapporto con i consumatori”. Un punto, quest’ultimo, molto caro all’organizzazione fondata da Carlo Petrini. Un nuovo rapporto tra chi produce e chi consuma è essenziale per cambiare mentalità e capire, insieme, l’importanza della cura comune delle risorse naturali. “Le filiere corte fanno incontrare i due attori fondamentali della filiera – prosegue Bakudila – stimolando la costruzione di un giusto prezzo, che assicuri cibo di qualità a chi mangia e giusto prezzo a chi produce”. E, intanto, ringrazia anche l’ambiente perché un simile sistema evita lo spopolamento delle zone rurali e offre un’alternativa valida alla dilagante cementificazione e ai danni in termini di dissesto idrogeologico che essa porta con sé.

La buona informazione paladina degli ecosistemi

Ecco i premi “Sentinella del Creato 2015”

Tre giornalisti premiati e altri cinque riconoscimenti ad altrettante personalità. Ad accomunarle, l’attenzione e la profondità dei loro messaggi e del loro impegno sui temi della sostenibilità ambientale e del rapporto tra uomo e territorio. La quinta edizione del Premio è organizzata da Greenaccord in collaborazione con UCSI e FISC. Il sindaco de L’Aquila, Cialente, premia la vedova dell’ispettore Mancini, che indagò sulla Terra dei Fuochi

L’Aquila, 20 giugno 2015 – Celebri testate nazionali e piccole realtà locali. Redattori affermati e giornalisti indipendenti. Ma anche atleti e cantanti. Storie e carriere diverse di persone legate da un importante filo conduttore: la grande sensibilità e la profondità mostrata nei loro lavori, a prescindere dal mezzo di comunicazione scelto, nel trattare i temi ambientali spesso complessi da affrontare.

Stasera a L’Aquila, all’Auditorium del Parco, si terrà la cerimonia di premiazione della quinta edizione del Premio giornalistico “Sentinella del Creato”, durante una cerimonia – aperta al pubblico e a ingresso gratuito – che inizierà alle 21 e sarà condotta da Christiana Ruggeri, giornalista del Tg2 e Roberto Amen, vicedirettore di Rai Parlamento. Durante la serata è prevista l’esibizione  della cantante Micaela, rivelazione di Sanremo Giovani 2011 e considerata una delle voci più interessanti del panorama musicale italiano. Il Premio, che si inserisce all’interno del programma del XI Forum dell’Informazione Cattolica per la Custodia del Creato, è organizzato dall’associazione Greenaccord Onlus, in collaborazione con l’UCSI (Unione Cattolica Stampa Italiana) e la FISC (Federazione dei Settimanali Cattolici), con l’obiettivo di offrire una riconoscimento a quanti si sono distinti nella comunicazione ambientale.

Questi i nomi dei tre premiati e le relative motivazioni:

–        Silvana Jellici Formilan, giornalista trentina: per aver dato voce, con la sua curiosità, con la sua dolcezza e con la sua testimonianza di giornalista innamorata delle sue montagne, ai valori di una corretta informazione a difesa dell’ambiente naturale e sociale, con un’attenta riflessione sulla natura e sulle bellezze del Creato, regalando al cuore dei lettori un messaggio popolare, divulgativo e, insieme, eticamente ispirato.

–        Letizia Franzone (Voce dello Jonio): professionista impegnata e sensibile verso i valori del rispetto e della conservazione dei beni del Creato, ha maturato competenza e autorevolezza anche come saggista. Notevole il suo ultimo saggio su Dio Creatore dell’Universo che ha affidato agli uomini e alle donne di tutti i tempi la custodia della bellezza, della bontà e della verità della sua opera.

–        Pier Damiani D’Agata (Tg3): formatosi come giornalista alla Middlesex University di Londra ha seguito per il Tg3 della Rai vicende diverse che riguardano l’uomo e l’ambiente. Storie di grosse aziende che inquinano, discariche mai messe in regola, alluvioni e nubifragi. Testimone attento e cronista appassionato ha trasformato sempre i suoi servizi in un atto di accusa verso l’indolenza e la sfacciataggine di chi, per lucro, uccide la Terra e le persone.

Oltre ai tre premiati “ufficiali”, quest’anno saranno conferiti anche quattro riconoscimenti “alla carriera”:

–        Suor Miriam Castelli (Rai Italia): Ideatrice e conduttrice di “Cristianità”, rubrica religiosa che Rai Italia diffonde in tutto il mondo e seguita da milioni di italiani residenti all’estero. Figura emblematica di religiosa impegnata silenziosamente nel mondo della comunicazione, ricorrendo l’anno dedicato alla vita consacrata, per aver contribuito a trasmettere i contenuti del magistero della Chiesa sulla custodia del Creato e sul rispetto e sulla solidarietà verso tutte le creature, dando un concreto esempio di vero giornalismo ambientale.

–        Licia Colò: Autrice e conduttrice di numerose e fortunate trasmissioni televisive, ha raccontato e sta ancora raccontando il mondo, la natura Le diversità umane e biologiche, con gli occhi attenti e indagatori della viaggiatrice e al tempo stesso con la delicatezza del sogno, della contemplazione e dell’innamoramento, in un crescendo di emozioni che, attraverso il viaggio e la descrizione di ambienti e luoghi hanno condotto e conducono il telespettatore a un costante processo di presa di coscienza e di comprensione nei confronti dell’universo a cui apparteniamo.

–        Fabrizia D’Ottavio: abruzzese di Chieti, ex ginnasta del gruppo sportivo dell’Aeronautica militare, Ufficiale al merito della Repubblica, commentatrice televisiva e attualmente collaboratrice del Coni e del Centro Sportivo Italiano. Sportiva di caratura internazionale ha saputo coniugare la passione per lo sport agonistico con la delicatezza e la leggerezza dei movimenti della ginnastica ritmica, utilizzando la competenza acquisita con I suoi studi universitari per comunicare, come animatrice televisiva e testimonial, nel nome dello sport, I valori della solidarietà e del rispetto del Creato.

–        Micaela Foti: cantante che ha sempre coniugato il suo impegno professionale espresso anche attraverso altre forme artistiche, come ad esempio il teatro, con una attenzione particolare verso il mondo del volontariato, partecipando disinteressatamente ad eventi teatrali e televisivi incentrati sui valori della solidarietà e del rispetto verso tutte le creature.

Gli organizzatori non hanno voluto infine dimenticare l’impegno civile di una persona che ha dato la propria vita per indagare e perseguire le organizzazioni criminali responsabili del traffico di rifiuti in Campania. Un premio alla memoria sarà quindi conferito a Roberto Mancini, l’ispettore di Polizia che, con tenacia e grande professionalità, ha scoperto lo scandalo della Terra dei Fuochi.

“Umile e tenace servitore dello Stato, quasi sempre in solitudine e inascoltato – si legge nelle motivazioni del premio che sarà  consegnato dal sindaco de L’Aquila, Massimo Cialente – ha dato tutto sé stesso, con le sue doti investigative, per sconfiggere le eco-mafie. A lui si deve la scoperta e la denuncia della tragedia dei rifiuti tossici in quella che oggi va sotto il nome di Terra dei Fuochi, rischiando la vita fino a perderla per affermare il diritto di tutti a vivere in un ambiente sano e incontaminato.

“Contro la fame non serve più cibo ma meno povertà

e investimenti nell’agricoltura familiare”

Dedicata al rapporto tra malnutrizione e povertà la prima sessione di lavori dell’XI Forum dell’Informazione cattolica per la Custodia del Creato. Presentati i dati FAO sulla fame nel mondo: -167 milioni nell’ultimo decennio ma gli obiettivi di inizio millennio sono ancora molto lontani

L’Aquila, 19 giugno 2015 – “Per liberare il mondo dalla fame, non serve cibo in maggiore quantità ma bisogna lavorare molto per contrastare la povertà e aumentare i redditi soprattutto delle fasce più povere”. L’analisi è di Jakob Skoeteconomista della Divisione dell’economia per lo sviluppo sociale della FAO, intervenuto nella prima sessione del XI Forum dell’Informazione cattolica per la Custodia del Creato “Coltivare e custodire le risorse naturali per nutrire l’Umanità”, organizzato a L’Aquila dall’associazione Greenaccord Onlus in collaborazione con la Regione Abruzzo e il Comune de L’Aquila.

Secondo Skoet, le politiche davvero efficaci contro la fame sono quelle che incentivano la “crescita economica inclusiva, soprattutto verso i più deboli”. A dimostrarlo, sono i Paesi che hanno introdotto sistemi di protezione sociali: “chi ha intrapreso questa strada ha ottenuto risultati significativi sul fronte della lotta alla malnutrizione”. Ma queste scelte sono state adottate a macchia di leopardo. E infatti, spiega l’Onu, i risultati globali sulla fame sono comunque a luci e ombre. “Da un lato – prosegue Skoet – si può vantare una riduzione di 216 milioni di affamati nell’ultimo quarto di secolo (167 milioni solo nell’ultimo decennio)”. Sono ancora 795 milioni gli affamati secondo i dati 2014, 780 dei quali nei Paesi in via di sviluppo e uno su due è residente in Asia orientale e meridionale. “Tuttavia l’obiettivo del Vertice mondiale dell’Alimentazione di dimezzare la popolazione malnutrita è stato ampiamente mancato. Sarebbe stata necessaria una riduzione di 476 milioni”.

Per accelerare il trend e consolidarlo, Skoet sottolinea l’esigenza di investire anche su due altri fronti: l’agricoltura familiare (“l’incremento di produttività dei piccoli agricoltori – spiega – genera redditi, migliora l’accesso ad alimenti di qualità, crea posti di lavoro per le fasce più povere e aumenta i salari della manodopera non qualificata”) e i mercati rurali che, se efficacemente funzionanti, sono “importanti per la sicurezza alimentare e l’alimentazione, agevolando l’integrazione degli agricoltori familiari nell’economia”.

Un’agricoltura dalle radici antiche ma estremamente proiettata al futuro. Di “Agricoltura 5.0” parla Riccardo Valentini, analista del Centro euro-mediterraneo sui cambiamenti climatici. “Il nuovo approccio è necessario per creare una rete fitta di produttori che cooperano per la sfida della produzione globale, utilizzando tecnologie utili a ridurre gli impatti nocivi”.

Ma la lotta alla fame è anche connessa con un cambio di stili di vita di chi ha cibo in abbondanza e spesso lo sperpera senza riflettere. Un’abitudine odiosa eppure quotidiana nel Nord del mondo, con riflessi ecologici oltre che morali: “lo spreco di cibo – osserva Valentini – non è solo una questione etica , ma c’è anche un problema ambientale, perché per produrre quel cibo sono state utilizzati acqua, fertilizzanti, pesticidi”.

Considerazioni importanti che però non possono avere il giusto impatto nel cambiare le politiche pubbliche nazionali e internazionali se non arrivano all’opinione pubblica attraverso la mediazione degli operatori dell’informazione. “Nel nostro percorso – spiega Alfonso Cauteruccio, presidente dell’associazione Greenaccord Onlus – ci siamo resi conto che spesso le analisi tecniche e le certezze degli scienziati non vengono adeguatamente ‘coperte’ dai media perché questi due mondi non hanno occasioni per confrontarsi e parlare. E questa lacuna si riverbera nell’opinione pubblica che non riceve informazioni cruciali per orientare le proprie scelte e i propri stili di vita in senso di una maggiore sobrietà, sostenibilità e lungimiranza. La considerazione vale ancor di più per il circuito dei media cattolici, per i quali le notizie di carattere ambientale si intrecciano con i temi di giustizia sociale, in linea con i coraggiosi principi contenuti nell’enciclica papale appena promulgata”.

Papa Francesco: “Ostacolare i segni di distruzione e di morte”

Apre a L’Aquila l’XI Forum Greenaccord

dell’Informazione cattolica

In un telegramma agli organizzatori, Bergoglio ha sottolineato che “il Creato è un dono a beneficio di tutti”. Intervenuto in apertura il card. Coccopalmerio (Pontificio Consiglio Testi legislativi) che ha definito “tragico” il fenomeno dei migranti ambientali “non riconosciuti come rifugiati nelle convenzioni internazionali”.

L’Aquila, 19 giugno 2015 – Dobbiamo essere “pronti a ostacolare i segni di distruzione e di morte che accompagnano il cammino dell’Umanità”. Parole forti quelle che Papa Francesco ha inviato in occasione dell’XI Forum dell’Informazione cattolica per la Salvaguardia del Creato “Coltivare e custodire le risorse naturali per nutrire l’Umanità” che si è aperto questa mattina a L’Aquila. In un telegramma inviato all’associazione cattolica di giornalismo ambientale, Greenaccord, organizzatrice dell’evento, il Pontefice ricorda che “il Creato è un dono meraviglioso di Dio perché sia utilizzato a beneficio di tutti” e per questo bisogna “riflettere sulla comune responsabilità di custodi della crezione e del disegno di Dio iscritto nella natura”.

Il messaggio del Papa è stato poi ripreso e approfondito dall’intervento del cardinale Francesco Coccopalmerio, presidente del Pontificio Consiglio per i Testi legislativi, che è intervenuto durante la sessione inaugurale. Un’analisi per ricordare un concetto ben espresso nell’Enciclica ma spesso sottovalutato quando si affrontano i temi ambientali: che la tutela della Natura non può essere davvero efficace se non si interviene al tempo stesso in favore della giustizia sociale e non ci si impegna per il progresso morale della società. Perché i problemi ambientali sono diretta conseguenza di un approccio antropologico sbagliato: “Siamo cresciuti pensando che eravamo suoi proprietari e dominatori e che quindi tutto era lecito” ha osservato Coccopalmerio. “Così abbiamo usato e abusato e la nostra ‘signoria’ sul Creato non è stata alta, non è stata previdente e amorevole, ma, piuttosto, è stata predatoria e direi accumulatoria, nel senso che l’insieme è semplicemente proprie­tà nostra e lo consumiamo solo per noi stessi. E lo spreco della creazione inizia dove non riconosciamo più alcuna istanza sopra di noi, ma vedia­mo soltanto noi stessi”.

Per invertire effettivamente la rotta, “l’uomo deve essere capace di passare dal consumo al sacrificio, dall’avi­dità alla generosità, dallo spreco alla capacità di condividere, in un’ascesi che significa imparare a dare, e non semplicemente a rinunciare”.

E accanto all’impegno personale quotidiano, Coccopalmerio ha lanciato una grave denuncia della sordità dell’Occidente verso chi è costretto a fuggire dalla propria casa a causa dei cambiamenti climatici. “È tragico l’aumento dei migranti che fuggono la miseria aggravata dal degrado ambientale, i quali non sono riconosciu­ti come rifugiati nelle convenzioni internazionali e portano il peso della propria vita abbandonata senza alcuna tutela normativa. Purtroppo c’è una generale indifferenza di fronte a queste tragedie. La mancanza di reazioni di fronte a questi dram­mi dei nostri fratelli e sorelle è un segno della perdita di quel senso di responsabilità per i nostri simili su cui si fonda ogni società civile”.

Un appello diretto, in primo luogo, al mondo della politica che ha la responsabilità di “vagliare qualsiasi decisione sotto il profilo ambientale e della sostenibilità. Penso – ha concluso Coccopalmerio –  all’utilizzo del suolo, ai piani regolatori, ai criteri di edificazione, alle aree verdi, alle scelte che riguardano la salute dei cittadini, la vivibilità delle città, la qualità dell’aria”.

Le sollecitazioni del Papa vengono accolte nel programma del Forum che in quattro sessioni di lavori affronterà i molti aspetti che mettono in pericolo il corretto utilizzo delle risorse naturali e che creano difficoltà alla vita e al lavoro dei milioni di piccoli agricoltori distribuiti in tutto il mondo. “Attraverso l’analisi di economisti ed esperti internazionali – ha spiegato il presidente di Greenaccord Onlus, Alfonso Cauteruccio – vogliamo aiutare il mondo dell’informazione a far luce sui fenomeni globali e le storture di un modello che contribuiscono a creare disuguaglianze di reddito, danni agli ecosistemi, problemi al tessuto sociale. Si parte dalla fame e dalla malnutrizione, definite uno scandalo da Papa Francesco, dalla sfida posta dai cambiamenti climatici in atto che avranno un grande peso sulla produzione agricola, dalla gestione delle filiere produttive e distributive, dal tema dell’utilizzo razionale e sostenibile del suolo, dalla tracciabilità di ciò che mangiamo, dal valore della biodiversità che in Italia rappresenta la ricchezza maggiore”.

Il programma completo dell’evento è disponibile sul sito www.greenaccord.org. Sullo stesso sito sarà possibile seguire la diretta dei lavori.

19-21 giugno 2015

Auditorium Sericchi – L’Aquila

Tutela del territorio, garanzia di vita

A L’Aquila l’XI Forum dell’Informazione cattolica

Da venerdì a domenica prossima, il capoluogo abruzzese ospiterà il tradizionale incontro che l’associazione Greenaccord organizza per la stampa cattolica. Un evento per approfondire il delicato legame che unisce la tutela delle risorse naturali e il progresso dell’Umanità. Un tema reso ancor più d’attualità dalla Enciclica “Laudato si” di Papa Francesco.

L’Aquila, 17 giugno 2014 – Da venerdì a domenica prossima, la stampa cattolica si riunisce a L’Aquila per parlare di cura del territorio, tutela delle risorse naturali, stili di vita sostenibili attraverso il confronto con esperti di livello internazionale. Occasione dell’incontro, l’XI Forum dell’Informazione cattolica per la Salvaguardia del Creato “Coltivare e custodire le risorse naturali per nutrire l’umanità”, organizzato dall’associazione Greenaccord Onlus, insieme alla Regione Abruzzo, al Consiglio regionale dell’Abruzzo, al Comune de L’Aquila e all’Ordine regionale dei giornalisti.

L’appuntamento, organizzato da tempo, è reso di ancor più stringente attualità dalla pubblicazione dell’Enciclica “Laudato si’” di Papa Francesco, dedicata proprio alla cura della Casa comune.

Nelle quattro sessioni di lavori (accreditate con l’Ordine dei giornalisti per il conseguimento di 14 crediti professionali obbligatori) si affronteranno i molti aspetti che mettono in pericolo il corretto utilizzo delle risorse naturali e che creano difficoltà alla vita e al lavoro delle migliaia di piccoli agricoltori italiani. Fenomeni globali e storture nazionali che contribuiscono a creare disuguaglianze di reddito, danni agli ecosistemi, problemi al tessuto sociale. Si fotograferà l’attuale situazione della fame nel mondo, si approfondirà il legame tra cambiamenti climatici e produzioni alimentari, il ruolo delle multinazionali alimentari, le questioni connesse con la tutela del suolo. Ma si proporranno anche soluzioni pratiche: dalla tracciabilità dei prodotti, alle filiere chilometro zero, fino alle best practice di utilizzo del terreno agricolo. Tra i relatori previsti, Kostas Stamoulis, Direttore Divisione FAO “Agricultural Development Economics”, Riccardo Valentini, CMCC (Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici), Michele Munafò, responsabile Consumo di suolo di ISPRA, Cinzia Coduti, Responsabile Ambiente e Territorio Coldiretti; Anselme Bakudila, Centro Studi Slow Food.

Alla sessione inaugurale prenderanno parte il presidente della Regione Abruzzo, Luciano D’Alfonso, il sindaco de L’Aquila, Massimo Cialente, il presidente ODG Abruzzo, Stefano Pallotta e il cardFrancesco Coccopalmerio, presidente del Pontificio Consiglio per i testi legislativi.

19-21 giugno 2015

Auditorium Sericchi – L’Aquila

Non c’è futuro senza la cura del territorio

A L’Aquila l’XI Forum Greenaccord

dell’Informazione cattolica

sei anni dal terribile terremoto che ha sconvolto il territorio aquilano, Greenaccord ha scelto di tenere il Forum a L’Aquila, nel pieno della ricostruzione in atto, per approfondire il delicato legame che unisce la tutela del territorio e delle risorse naturali al progresso dell’Umanità. Obiettivo: far incontrare comunità scientifica e operatori della comunicazione per accrescere il livello della comunicazione scientifica e la conoscenza dei temi sociali e ambientali tra l’opinione pubblica e promuovere il centro storico cittadino come crocevia di relazioni per una rinnovata vitalità che tenga in conto la cultura e la sensibilità ambientale.

Al centro del dibattito, giornalisti e giovani, attori protagonisti di un cambiamento che non può più aspettare.

L’Aquila, 9 Giugno 2014 – Il futuro della Terra e dei suoi abitanti passa per la tutela dei territori, delle materie prime che producono e delle comunità locali che in essi vivono. È il filo conduttore che guiderà le analisi dell’XI Forum dell’Informazione cattolica per la Custodia del Creato – “Coltivare e custodire le risorse naturali per nutrire l’umanità” –  in programma dal 19 al 21 giugno prossimi a L’Aquila.

L’evento, organizzato dall’associazione di giornalismo ambientale Greenaccord Onlus in compartecipazione con il Consiglio e la Giunta Regionale dell’Abruzzo, il Comune de L’Aquila e l’Ordine regionale dei giornalisti, e con il supporto della Arcidiocesi de L’Aquila, della Fondazione Carispaq e della Bper, si pone l’obiettivo di trasferire ai giornalisti informazioni e punti di vista del mondo scientifico e accademico, per aumentare il livello di consapevolezza sui temi dell’ambiente e dello sviluppo sostenibile.

“Nel nostro percorso, intrapreso da ben 13 anni – spiega Alfonso Cauteruccio, presidente dell’associazione Greenaccord Onlus –, ci siamo resi conto che spesso le analisi tecniche e le certezze degli scienziati non vengono adeguatamente ‘coperte’ dai media perché questi due mondi non hanno occasioni per confrontarsi e parlare. E questa lacuna si riverbera nell’opinione pubblica che non riceve informazioni cruciali per orientare le proprie scelte e i propri stili di vita nel senso di una maggiore sobrietà, sostenibilità e lungimiranza. Questi incontri hanno quindi l’obiettivo di colmare quel gap e ‘formare’ i comunicatori che dovranno a loro volta interfacciarsi con l’opinione pubblica”.

La considerazione vale ancor di più per il circuito dei media cattolici, per i quali le notizie di carattere ambientale si intrecciano con i temi di giustizia sociale, in linea con le encicliche che hanno affrontato la questione ecologica da Papa Giovanni Paolo II fino a Papa Francesco.

Nelle quattro sessioni di lavori previste si affronteranno i molti aspetti che mettono in pericolo il corretto utilizzo delle risorse naturali e che creano difficoltà alla vita e al lavoro delle migliaia di piccoli agricoltori italiani. Fenomeni globali e storture nazionali che contribuiscono a creare disuguaglianze di reddito, danni agli ecosistemi, problemi al tessuto sociale. Si fotograferà l’attuale situazione della fame nel mondo, si approfondirà il legame tra cambiamenti climatici e produzioni alimentari, il ruolo delle multinazionali alimentari, le questioni connesse con la tutela del suolo. Ma si proporranno anche soluzioni pratiche: dalla tracciabilità dei prodotti, alle filiere chilometro zero, fino alle best practice di utilizzo del terreno agricolo. Tra i relatori previsti, Kostas Stamoulis, Direttore Divisione FAO “Agricultural Development Economics”, Riccardo Valentini, CMCC (Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici), Michele Munafò, responsabile Consumo di suolo di ISPRA, Cinzia Coduti, Responsabile Ambiente e Territorio Coldiretti; Anselme Bakudila, Centro Studi Slow Food.

Alla sessione inaugurale prenderanno parte il Presidente della Regione Abruzzo, Luciano D’Alfonso, il sindaco de L’Aquila, Massimo Cialente, il presidente ODG Abruzzo, Stefano Pallotta e il cardFrancesco Coccopalmerio, presidente del Pontificio Consiglio per i testi legislativi.

Le quattro sessioni di lavori sono state riconosciute valide dall’Ordine dei Giornalisti dell’Abruzzo per la formazione professionale. Per i giornalisti che vi prenderanno parte, previa iscrizione sul sito S.I.Ge.F (www.sigef-odg.lansystems.it), verranno riconosciuti fino a 14 crediti.

Durante il Forum, verrà infine conferito il Premio giornalistico “Sentinella del Creato”. Ideato tre anni fa in collaborazione con l’UCSI (Unione Cattolica Stampa Italiana) e FISC (Federazione Italiana dei Settimanali Cattolici), il premio ha l’obiettivo di assegnare un riconoscimento a tre giornalisti che, nel corso dei precedenti dodici mesi, si sono particolarmente distinti nella divulgazione e nell’approfondimento delle tematiche ambientali.

 

Share on facebook
Share on twitter
Share on linkedin
Share on email
guest
0 Comments
Inline Feedbacks
View all comments
0
Would love your thoughts, please comment.x
()
x