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La “filiera anti-fame” che aiuta i poveri di NapoliAn ‘anti-hunger chain’ to help the poor in Naples

Napoli, 8-11 ottobre 2014 Università degli Studi Suor Orsola Benincasa

La “filiera anti-fame” che aiuta i poveri di Napoli

Si chiama “modello rifiuti-zero”, attivato dalla Caritas diocesana di Napoli, insieme alla cooperativa Ambiente Solidale, al Comune e all’azienda partenopei per i servizi ambientali. Obiettivo: sfamare gli indigenti raccogliendo le eccedenze alimentari della Grande distribuzione e convertendo gli indumenti usati in denaro per sostenere il progetto. Cinquemila le persone aiutate ogni giorno

Napoli, 9 Ottobre 2014 – Non solo riflessioni sui sistemi agricoli mondiali, sui problemi dell’attuale modello di sviluppo, sui rischi derivanti dalla perdita di biodiversità e sui vantaggi di tutelare i servizi eco sistemici. L’XI Forum dell’Informazione per la Salvaguardia della Natura organizzato dall’associazione di giornalismo ambientale Greenaccord Onlus a Napoli è anche l’occasione per presentare una bella realtà che, proprio nel capoluogo partenopeo, si occupa di contrastare la povertà. Una piaga sempre più concreta e sempre meno strisciante, con la quale ogni giorno combattono migliaia di persone.

«Sono migliaia – raccontano dalla Curia di Napoli – le persone che ogni giorno bussano alle porte delle parrocchie e della Caritas diocesana, in questo duro periodo di crisi economica e occupazionale, che perdura e colpisce famiglie intere, rimaste, in molti casi, senza reddito e senza lavoro. Oltre ai senza fissa dimora anche interi nuclei familiari avvertono la mancanza del minimo vitale, per cui vanno in cerca di un po’ di pane e di un pasto caldo».

E sono oltre 1300 i pasti al giorno preparati per i poveri in città, grazie a una vera e propria “filiera anti-fame” organizzata in città. I rifornimenti alimentari sono assicurati dalla Caritas e dal Cair, l’associazione che, per conto della Caritas, insieme alla cooperativa Ambiente Solidale, si occupa del contrasto alla povertà alimentare e che sfama, mediamente, cinquantamila persone al giorno. Grazie alla prima “Colletta alimentare diocesana”, istituita dall’arcivescovo di Napoli, cardinale Crescenzio Sepe, e svoltasi il 17 e 18 maggio scorsi, sono state raccolte – tra l’altro – oltre sette tonnellate di pasta, più di cinquecento litri d’olio, oltre una tonnellata di legumi in scatola.

«Il senso profondo dell’iniziativa – spiega Antonio Capece, presidente della cooperativa Ambiente Solidale – è quello di rendere un servizio ai poveri ma anche alla città, conoscendone realtà sociali che, altrimenti, non ci sarebbe modo di individuare immediatamente. «Si tratta di un sistema solidale che incrementa il volume dei prodotti da distribuire ai bisognosi unendo l’esigenza del mercato “standard” alimentare, a volte eccessivamente “sprecone”, alla disponibilità da parte delle fasce più deboli della popolazione, di consumare prodotti alimentari ancora commerciabili e di ottima qualità ma con scadenza imminente».

Da qui l’idea di costruire il modello Rifiuti Zero portato avanti da Ambiente Solidale, insieme alla Caritas Diocesana partenopea, con il Programma di Contrasto alla Povertà Alimentare. L’idea è puntare sul recupero delle eccedenze alimentari della grande distribuzione organizzata e dei produttori locali, aumentando il paniere dei prodotti da distribuire alle fasce più deboli della popolazione attraverso le parrocchie e le associazioni aderenti.

Un progetto reso ancora più ambizioso dalla sottoscrizione di un precedente accordo congiunto tra il cardinale Crescenzio Sepe, il vicesindaco di Napoli, Tommaso Sodano e Raffaele Del Giudice, presidente ASIA Napoli Spa, grazie al quale il Comune ed Asia hanno attivato un fondo per sostenere il programma di contrasto alla povertà alimentare messo a punto dalla Caritas Diocesana di Napoli, insieme alla cooperativa sociale Ambiente Solidale, l’Associazione CAIR e al consorzio CORE. Per ogni chilo di indumenti usati raccolti verranno corrisposti 3 centesimi che finanzieranno l’acquisto di beni alimentari per gli indigenti.

«Un esperienza di successo – conclude Capece – che ben si sposa con le finalità del Forum di Greenaccord che si prospetta, anche per quest’edizione, quale facilitatore capace di trasformare le analisi e i suggerimenti degli esperti in politiche pubbliche utili ad aumentare realmente la qualità di vita delle popolazioni locali».

L’analisi di Capece si inserisce all’interno della tavola rotonda dedicata alle conseguenze sociali e ambientali dello spreco di cibo nella quale sono intervenuti Cinzia Scaffidi (Slow Food), Giangi Milesi (Cesvi) e Raffaele Del Giudice (Asia Napoli)

XI Forum Internazionale dell’Informazione per la Salvaguardia della Natura

ACCREDITI (stampa e non) : segreteria@greenaccord.org –  +39.06.99929400/02

Informazioni STAMPA durante i lavori: 8-11 Ottobre 2014

Comunicati stampa: http://www.greenaccord.org/napoli-2014-sala-stampa#

Programma: http://www.greenaccord.org/napoli-2014-programma#

Abstract dei relatori (se disponibili): http://www.greenaccord.org/napoli-2014-abstract#

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www.greenaccord.org‘Zero-waste model’ is a project launched by Caritas Naples in partership with Ambiente solidale, a non-profit organisation, the City of Naples and the local agency for environmental services. The goal: to feed the poor by collecting surplus food from retailers and sell used clothes to finance the project. Five thousand people assisted every day.

Naples, 9 October 2014

Not only reflections on agriculture systems worldwide, on the problems of the present development model, on the risks deriving from the loss of biodiversity and the advantages of safeguarding ecosystem services. The XI International Media Forum for the Protection of Nature organised in Naples by Greenaccord Onlus, the association of environmental journalism, has also been an opportunity to present a community project that aims to fight hunger within the city of Naples. Poverty is a tangible problem affecting a growing number of people. “Thousands of people knock at the door of parish churches and diocesan Caritas in a time of enduring economic crisis and unemployment that are hitting households leaving them with no income and occupation. Besides the homeless,  entire families struggle to afford essentials and are looking for some bread and a hot meal,” we are told at the ‘Curia’ in Naples. More than 1300 meals a day are prepared for the poor by a ‘chain against hunger’ set up within the city. Adequate food supply is guaranteed by Caritas and CAIR. In partnership with Ambiente solidale, a non-profit organisation, they feed about fifty thousand people every day. On the first ‘Food collection Day’, held last May upon initiative of the Archbishop of Naples Crescenzio Sepe,  more than seven tons of pasta, around five litres of olive oil and a ton of canned legumes were collected.

“The fundamental goal of this project’ said Antonio Capece, president of Ambiente Solidale – is to serve not only the poor but the whole city by unveiling social conditions that would otherwise remain unnoticed. This system based on solidarity increases the amount of food aid distributed to the poor. It combines the requirements of the ‘ordinary’ food market and the willingness of low or no income population groups to consume high quality food products that are about to expire.” Hence the idea of a ‘Zero-waste model’, launched by Ambiente solidale and Caritas Naples through the Program for the fight against poverty that recycles surplus food from retailers and local manufactures to increase the number of food parcels distributed at parish churches and member association premises. The program is managed by Caritas Naples, Ambiente sociale, CAIR association and CORE. Through a joint agreement between cardinal Crescenzio Sepe, Tommaso Sodano, deputy mayor of Naples, and Raffaele del Giudice, president of Asia Napoli Spa, the local agency for environmental services, a fund was activated to support the ambitious program. 0.3 Eurocents will be paid for each kg of used clothes collected in order to finance the purchase of food for the needy. “A successful experience” said Capece, “that reflects the goals of the Greenaccord Forum.  Once again, the Forum is playing the role of a facilitator capable of translating the analyses and the suggestions from experts into policies that improve the quality of life of local populations. Capece participated in the round table on the social and environmental consequences of food waste together with Cinzia Scaffidi (Slow Food), Giangi Milesi (Cesvi) and  Raffaele Del Giudice (Asia Napoli)

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