Greenaccord – Press & Communication Office

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Gardner (Worldwatch Institute): “Entro il 2050, +60% la domanda mondiale di prodotti agricoli”Gardner (Worldwatch Institute): “By 2050, +60% increase in the demand for agricultural products”

Cementificazione galoppante, diffusione dei biocarburanti e crescita della popolazione mondiale rischiano di mettere in crisi l’intero ecosistema terrestre. L’analisi del direttore dello storico istituto di ricerca di Washington: serve un cambio di approccio economico, industriale, culturale. A partire dalla riduzione degli sprechi di cibo: “Ogni cittadino in Nord America ne butta via 56 chili ogni anno”

Napoli, 8 Ottobre 2014 – “In due anni la sola California ha perso un’area grande come 5 San Francisco a causa della cementificazione. Eppure, è previsto che, da qui al 2050, la domanda globale di prodotti agricoli crescerà del 60%”. Una contraddizione per nulla marginale che rischia di mandare in tilt la vita di intere popolazioni e di minare interi ecosistemi. A denunciare il problema è Gary Gardner, direttore di ricerca del prestigioso Worldwatch Institute di Washington, intervenuto tra i relatori del l’XI Forum Internazionale dell’Informazione per la Salvaguardia della Natura, organizzato a Napoli dall’associazione di giornalismo ambientale Greenaccord Onlus.

Un pericolo doppio, quello della cementificazione, perché va ad aggiungersi a una crescente pressione sul sistema agricolo mondiale. Molti i fattori da considerare, secondo Gardner: “dobbiamo considerare che la domanda di prodotti agricoli sta aumentando a causa della crescita demografica, dei cambi di stile alimentare nei Paesi in via di sviluppo in cui si sta consumando sempre più carne e della diffusione dei biocarburanti”. Un problema, quest’ultimo, che rischia di sottrarre cibo a chi ne ha bisogno. “Già oggi il 40% delle granaglie prodotte negli USA sono prodotte per il settore dei biocombustibili. E la percentuale sale al 50% per le barbabietole da zucchero coltivate in Brasile e all’80% per il girasole prodotto in Europa”.

La soluzione ovviamente non è facile ma è comunque inevitabile se non si vuole arrivare a una condizione insostenibile entro metà secolo. E le vie d’uscita non possono riguardare un solo settore. “Servono ad esempio interventi a livello di uso delle risorse idriche, per aiutare gli agricoltori a usarle meno e meglio. In questo campo, i margini di miglioramento sono impressionanti. Le realtà più attente hanno già dimostrato di poter dimezzare i propri consumi. E poi occorre ridurre gli sprechi di cibo che oggi si aggirano sui 56 kg a testa per anno in Nord America e a 13 chili nell’Africa sub-sahariana. Serve inevitabilmente un ripensamento nel settore biocarburanti”. E a tutto questo si deve però aggiungere anche un cambio culturale ed economico: “Dobbiamo cambiare il nostro approccio al cibo.  Non può essere più considerato una merce come le altre ma deve finalmente essere riconosciuto come un diritto universale basato su principi etici invalicabili”.

Nei quattro giorni di dibattiti e confronti, l’XI Forum dell’Informazione per la Salvaguardia della Natura affronterà il rapporto tra produzioni agricole, problemi di malnutrizione e modelli di sviluppo, partendo dalla fotografia del mercato agricolo mondiale e dal ruolo degli attori coinvolti per arrivare a prospettare le possibili linee di riforma che permettano di aggredire in modo efficace la piaga della fame.

Tra i relatori in programma, ricercatori e analisti di prestigiose organizzazioni: FAO, Caritas Internationalis, Worldwatch Institute, Coldiretti, Bioversity International, UNDP, European Network of Agricultural Journalists e Slow Food.

Per problemi di connessione all’Università degli Studi Suor Orsola Benincasa, l’invio dei comunicati stampa, immagini e aggiornamento sito in questa giornata potrebbe subire dei ritardi.

Gardner (Worldwatch Institute):
“By 2050, +60% increase in the demand for agricultural products”

Soaring overbuilding, biofuel diffusion and world population increase are likely to severely put to test the ecosystem of the entire planet. The analysis comes from a senior fellow of the historical research institute in Washington: we need to adopt a different economic, industrial and cultural approach. Starting from reduction of food waste. “ Each individual in North America throws away 56 kg every year”

Napoli, 8 Ottobre 2014 – “In two years California alone has lost an area as big as 5 times San Francisco due to overbuilding. Yet, according to forecasts, the global demand for agricultural products will increase by 60% from now to 2050”. A rather relevant contradiction likely to severely affect the life of whole populations and undermine the ecosystems. Gary Gardner, senior fellow at Worldwatch Institute in Washington reported at the XI International Media Forum for the Protection of Nature Organised by Greenaccord Onlus- the association of environmental journalists- in Naples.
A risk that adds to the increasing pressure on the world agricultural system.  “Many factors need to be taken into consideration,” Gardner says. “The demand for agricultural products is increasing because of demographic growth, of changes in the nutrition style of developing countries, where more meat is being consumed, and of biofuel diffusion”. The latter, in particular, is likely to take food away from those who most need it. “At present, 40% of grains production in the USA is for the biofuel sector. And the percentage increases by 50% for sugar beet grown in Brazil and 80% for sunflowers produced in Europe”.
Identifying and finding a solution is not easy but is unavoidable if we do not want to reach an unsustainable situation by the first half of the century. Possible solutions cannot concern one sector only. “Interventions are needed in the field of water supply management to help farmers to use them less and more efficiently. The margins of improvement in this field are impressive. The most careful countries have already shown that they can cut their consumption by half. Besides, food waste amounts today to around 56 kg per head in North America and to 13 kg in sub-Saharan Africa. We need to rethink the biofuel sector”.  A cultural and economic change should also take place.
“We need to adopt a different relationship to food. It cannot be treated like any other goods but has to be recognised as a universal right based on binding ethical principles”
In the four days of the XI International Forum for the Protection of Nature, debates and round tables will address the connection between agricultural production, malnutrition problems and development models, in the light of the present global agriculture market situation and the stakeholders involved, in order to identify new guidelines that will lead to fight effectively against hunger.
Among the speakers on schedule are researchers and analysts of prestigious organisations: FAO, Caritas Internationalis, Worldwatch Institute, Coldiretti, Bioversity International, UNDP, European Network of Agricultural Journalists e Slow Food.
The complete program of the XI International Media Forum for the Protection of Nature is available online at  www.greenaccord.org.

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