COP 25

Un commento sulla Cop 25 appena terminata, dal Direttore Scientifico di Greenaccord, Andrea Masullo
Mentre dappertutto nel mondo, nel 2019 si è vissuto un semplice assaggio di ciò che diventerà la normalità climatica in futuro, con eventi devastanti sul territorio, vittime e danni, la COP 25 si è conclusa lasciando un profondo e sconcertante vuoto. La fragilità dell’Accordo di Parigi, di cui già 4 anni fa Greenaccord denunciò l’intrinseca debolezza andando contro corrente rispetto all’entusiasmo generale, sembra avere di positivo solo il numero di paesi firmatari, mentre gli impegni volontari previsti si sono dimostrati totalmente insufficienti a mitigare un futuro climatico che continua a correre verso prospettive drammatiche. Ricordiamo che la concentrazione di anidride carbonica e degli altri gas serra che raggiungeremo prima di stabilizzarla azzerando le emissioni, produrrà effetti sul clima proporzionati al livello raggiunto, per molti secoli. La posta in gioco è enorme: più tempo passa e peggiore sarà la situazione climatica che dovranno affrontare la nostra generazione e molte generazioni future; se non azzereremo al più presto le emissioni, metteremo seriamente a rischio la vita sul nostro pianeta e la stessa civiltà umana.

I Paesi che irresponsabilmente si defilano da impegni concreti, in prima fila USA, Cina, Australia,a cui si aggiungono per motivi diversi India, Brasile e Sud Africa,godendo degli sforzi fatti da paesi più virtuosi, pensano cinicamente di averne vantaggi economici e commerciali: per alcuni anni le loro merci costeranno meno. Per salvare il clima è necessario che negli scambi commerciali internazionali, al costo di qualsiasi merce si aggiunga un costo ecologico calcolato in base ai gas serra emessi per la sua produzione. Chiamiamola “carbon tax” o “dazio climatico”, ma appare sempre più necessario che i paesi “climaticamente virtuosi” facciano pagare a quelli che irresponsabilmente non assumono impegni concreti, i benefici di cui comunque usufruiranno per lo sforzo altrui. L’atteggiamento di chi si defila dagli impegni è in tutto simile all’evasore fiscale che gode dei servizi garantitida chi le tasse le paga.

Greenaccord propone quindi che l’Accordo di Parigi venga al più presto rafforzato da meccanismi di incentivi e penalità che lo rendano a tutti gli effetti vincolante.

Andrea Masullo,
Direttore Scientifico di Greenaccord

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