Greenaccord – Press & Communication Office

Per ulteriori informazioni e richiesta di interviste, contattare Romina Gobbo, responsabile comunicazione: comunicazione@greenaccord.org

BASTA PARLARE, INIZIAMO A PIANTARESTOP TALKING, START PLANTING

Cuneo, 22 Ottobre – “A tutti piace parlare della crisi climatica. Ma il parlarne solamente non può arrestare lo scioglimento dei ghiacciai, o la scomparsa della foresta pluviale. E ogni qualvolta gli adulti semplicemente ne parlano e non agiscono, spetta ai ragazzi prendere in mano la questione.” Questo il messaggio che Felix Finkbeiner ha lanciato stamani agli oltre 400 studenti cuneesi intervenuti al Cinema Monviso e al Centro Incontri della Provincia di Cuneo, in occasione del IX Forum Internazionale dell’Informazione per la Salvaguardia della Natura.

Felix Finkbeiner aveva 9 anni quando, dopo una lezione sulla fotosintesi clorofilliana, decise di piantare un primo alberello, nella propria scuola. Da quella prima “esperienza”, ha promesso di piantare un milione di alberi in Germania. Promessa mantenuta.

Oggi Felix presiede un’associazione – “Plant for planet” con rappresentanze in 70 nazioni, che coinvolge 132 ragazzi, 23 dei quali sono “dipendenti” dell’organizzazione. Dei veri e propri ambasciatori di questo movimento che ha come obiettivo principale l’eliminazione delle emissioni di anidride carbonica – e della povertà. Bandite le emissioni di carbonio a livello globale, chiunque sia responsabile del superamento della cifra di una tonnellata e mezzo di CO2 dovrà pagare per l’eccesso. Infine, la riforestazione. L’obiettivo è quello di riuscire a piantare 500 miliardi di alberi, per arrivare a un trilione in dieci anni. Ispirato dal lavoro di Wangari Maathai, attivista keniota e Premio Nobel per la Pace, scomparsa qualche settimana fa, Felix ha creato una rete internazionale di “Accademie” dove ai ragazzi viene insegnato come entrare in azione nei loro paesi, cominciando dalla scuola, per cambiare il mondo. “All’inizio – ricorda – volevamo salvare gli orsi polari. Ora abbiamo capito che dobbiamo salvare il nostro futuro”.

Felix ha alle spalle una famiglia forte che crede nell’ambiente. Che gli ha saputo trasmettere la capacità di sognare, trascinare, coinvolgere. Ed ha il talento di essere convincente, e contagioso.

“Abbiamo capito che negli adulti c’è un errore di percezione. Voi fate del futuro una questione accademica, ma per noi bambini è una questione di sopravvivenza. Gli adulti a volte sono come scimmie, che preferiscono scegliere una banana oggi piuttosto di averne un casco intero domani”.

Tema ripreso subito dopo da Paola Cunsolo, responsabile marketing di National Geographic Television International per l’Italia, nel presentare i documentari realizzati dalla rete televisiva in occasione dell’anno internazionale delle foreste. Per avere un grammo d’oro oggi, i minatori dell’Amazzonia deforestano vaste aree, intaccando la biodiversità che dovrebbe garantire il loro stesso futuro, e quello delle generazioni a venire. Paola Cunsolo ha anche portato l’esperienza dei “piccoli gesti” che permettono ad una grande azienda di lavorare nel rispetto del pianeta. Tra le proposte implementate, il “venerdì verde”, momento in cui tutti i dipendenti lavorano da casa, risparmiando energia per illuminazione e climatizzazione degli uffici – spazi che comunque, almeno a National Geographic Nord America, sono alimentati interamente da energia rinnovabile.Cuneo, 22 October – “We spend a lot of time talking about the climate crisis. But talking about it cannot stop the icecaps melting, or the disappearance of the rainforest. Since adults talk and do not take action, we children must take the matter into our own hands”. This is the message given by Felix Finkbeiner to the over 400 students from the schools of Cuneo gathered today at the Monviso Cinema, and to one hundred international journalists in the Meeting Center of the Cuneo Province, during the Ninth International Media Forum on the Protection of Nature.

Felix Finkbeiner was nine years old when, after a class on photosynthesis, he decided to plant his first tree, in the grounds of his school. After that first “trial run”, he promised to plant a million trees in Germany. And he has kept that promise.

Today, Felix is head of an association, “Plant for the planet”, present in over 70 Countries with a network of 132 children, of which 23 are “staff members”. In their terms, Ambassadors for Planetary Justice in a movement which focuses on zeroing carbon emissions by 2050 – eradicating poverty along the way. The way to achieve these targets would involve banning carbon, globally, and insisting that any individual producing over one and a half tons of CO2 per year should pay for this excess. And, finally, reforestation. The target is to plant 500 billion trees, reaching trillion planted trees within the next 10 years. Inspired by the work of Wangari Maathai, the activist and Nobel Peace Prize from Kenya, recently deceased, Felix created an international network of “Academies”, where students learn how to take action in their own countries, beginning from their schools, to change the world. “At first – he points out – we wanted to save the polar bear. Now we know we are working to save our future“.

Felix is backed by a strong-willed family who supports his efforts. Who nurtured in him the ability to dream, envision, participate. And he has a real talent for raising awareness, and spreading enthusiasm.

“We realized that adults make a mistake in perception. You look at the future as an academic question, but to us children it is a matter of survival. Sometimes, adults are like monkeys, preferring to eat a banana today rather than have a full bunch tomorrow”.

The same topic was picked up by Paola Cunsolo, marketing executive for National Geographic Television International for Italy, in introducing a series of documentaries produced by the TV network for the International Year of Forests. To have a gram of gold to sell today, miners in the Amazon cut down trees in vast areas, impacting the very biodiversity which should support their future, and that of future generations. Paola Cunsolo also brought examples of some “good practices” implemented by this large company respecting the planet at work. Among these, the “green Friday” initiative, a day in which all staff works from home, saving energy for lighting and air conditioning at the office. That said, all office space, at least at National Geographic North America, is powered using renewable, wind energy.

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